Rassegna Stampa

«Se non ti operi, ti vendiamo». E la Roma ritrova Strootman

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-03-2016 - Ore 08:23

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«Se non ti operi, ti vendiamo». E la Roma ritrova Strootman

LA GAZZETTA - STOPPINI/PUGLIESE – Ha aspettato una vita. E ora che quella vita torna a essere un abito comodo la sensazione dev’essere speciale. KevinStrootman ha una promessa in sospeso da onorare, qualche grazie da sussurrare e un pieno di rabbia da gettare in campo che ne basterebbe la metà per motivare una squadra intera. Tempo fa l’olandese scagliava i palloni contro il muro perché il ginocchio parlava una lingua sconosciuta. Ora conta i minuti. E li prenota. Già da domani a Udine: lì è segnata un’altra tappa verso il rientro definitivo.

LA «SPINTA» – La prima è della scorsa estate. La corsa non era fluida, l’umore nero, il ginocchio suonava note stonate. Strootman pareva fidarsi solo dell’oracolo Van Dijk(e della sue équipe), il professore olandese dei primi due interventi. La Roma no. ATrigoria c’era chi da settimane aveva capito che la strada era sbagliata, che una svolta era obbligatoria. Ma il giocatore non voleva ascoltare, come il peggior sordo del proverbio. E così i dirigenti un giorno di agosto lo presero da parte e gli dissero più o meno così: «In questo modo rischi nuovamente di farti male. E noi non vogliamo essere il club del prossimo k.o.. Dunque, se non vuoi operarti ti vendiamo, per noi puoi anche cercarti una nuova squadra. Viceversa, se tu ti operassi, crediamo talmente tanto nella possibilità di rivederti in campo che ti proponiamo già da adesso un prolungamento del contratto di un anno (2019, invece dell’attuale 2018, ndr)». Bersaglio centrato, il discorso fece colpo. Strootman dopo pochi giorni si sottoporrà al terzo intervento, stavolta dal professor Mariani, nome che gli fu caldeggiato anche da Francesco Totti. Ma quel contratto l’olandese l’ha lasciato in sospeso: «Vi ringrazio, ma non sarebbe giusto firmare adesso. Del rinnovo parliamo non appena sarò definitivamente tornato». 

CI SIAMO – Eccoci, allora. Ritorno e contratto viaggiano di pari passo. Nel giochino della tempistica, va solo trovato il momento giusto. Udine viene due anni e quattro giorni dopo il primo infortunio al ginocchio sinistro. Udine è pure il campo dell’illusione: 6 gennaio di un anno fa, l’olandese comincia il 2015 con una maglia da titolare, cinque giorni dopo condurrà per mano Totti al selfie nel derby contro la Lazio. Tutta un’illusione, Strootman non completerà neppure un mese, prima del secondo stop.Udine domani vale allora come un tappone da Giro: minuti cercasi, per una serie di motivi. Perché Nainggolan è fuori causa, la caviglia di Pjanic porta ancora i segni diMadrid nonostante i due giorni consecutivi di allenamento e se non bastasse c’è pure una diffida pendente, De Rossi è fuori da un po’ e dunque prevedibilmente sotto ritmo,Keita non può giocarle tutte e tutte dall’inizio alla fine. Strootman invece vorrebbe. Vorrebbe entrare e non uscire più. L’ora sta per scattare, con tanti saluti al professore olandese e alla sua corte. Con tanti ringraziamenti a Mariani e a chi l’ha spinto all’intervento definitivo. E con il tappeto rosso steso da Spalletti, che dell’olandese si è innamorato nel giorno in cui l’ha visto mangiarsi l’erba e urlare con la Primavera. E ora la primavera arriva davvero.

Fonte: LA GAZZETTA - STOPPINI/PUGLIESE

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