Rassegna Stampa

Se si potesse giocare tra 3 settimane

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-09-2016 - Ore 07:07

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Se si potesse giocare tra 3 settimane

REPUBBLICA - MURA - Hanno vinto gli azzurri. Peccato fossero i francesi. Non si chiedeva molto a questa Nazionale, che riparte con due novità obbligate rispetto a quella di Conte: Astori per Bonucci e Bonaventura per Giaccherini. Entrambi, ma Astori ben più di Bonaventura, hanno fatto rimpiangere gli assenti. È una sconfitta che non fa male e può pure essere utile, se suona la sveglia: lunedì a Haifa sarà partita vera e importante. Quella di Bari serviva a Ventura per esordire in uno stadio amico e rendersi conto della condizione della truppa. Non esaltante, ma basta guardare il calendario per dire quasi sempre è andata così, per il calcio italiano. Non sarà, comunque, un caso se in casa l’Italia non batte la Francia dal 1962: era un’amichevole premondiale (Cile) il 2-1 venne da una doppietta di Altafini. Nella Francia, prima e ultima apparizione in campo di Michel Hidalgo, l’uomo del calcio-champagne. Che ieri non s’è visto, o quasi. Forse infastiditi dalla raffica di fischi che ha salutato le prime note della Marsigliese, fischi poi sovrastati dagli applausi, i francesi hanno preso l’amichevole con fare brusco: già ammonito Sidibé dopo 4’ per entrataccia su De Rossi, non altrettanto Matuidi al 22’ su Parolo. Poi Kuipers ha portato pace.

L’Italia non ha perso per mancanza di grinta, anche se la carica agonistica dei migliori momenti contiani non è entrata al San Nicola. Dopo il 3-1, forse un po’ casuale di Kurzawa, Ventura s’è messo a passeggiare a testa bassa sotto la pioggia: l’immagine della solitudine, o della delusione. La verità è che la Francia è più in condizione, s’è difesa con molto ordine, concedendo un gran gol a Pellé su passaggio di Eder (la cosa migliore della nostra partita affannosa), un bel destro da fuori a Montolivo e poco altro. Non ha segnato Griezmann, il più temuto, sì i suoi compari d’attacco Martial e Giroud. Pesante non solo dietro l’assenza di Bonucci, perché sono mancati i lanci lunghi della gestione-Conte e la manovra poco ha concesso alla libidine e al pallone frullante. Bene Candreva e Parolo, la tenaglia di destra. Meno bene, sull’altro lato, Bonaventura e De Sciglio. Gli ultimi 20’ sembrano lunghissimi all’Italia, sulle gambe, a corto di fiato. Pogba fa accademia, senza affondare i colpi, Belotti abbatte Sissoko e per fortuna finisce la poco amichevole di Bari. Niente di grave, ma se la partita di Haifa si giocasse fra tre settimane e non fra tre giorni mi sentirei più tranquillo.

Fonte: REPUBBLICA-MURA

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