Rassegna Stampa

«Se sono qui è grazie a Garcia e alla Lazio»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-10-2013 - Ore 07:52

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«Se sono qui è grazie a Garcia e alla Lazio»

«Non potevo lasciare la Roma dopo quel derby. E poi Garcia…». Ha gli occhi lucidi Daniele De Rossi mentre a Sky confessa per la prima volta di aver avuto voglia di andare via dalla sua città, dalla sua squadra del cuore al termine della stagione più amara della sua carriera. «Quest’estate quando ho parlato con il mister e la società. Ho cercato di essere chiaro, gli ho detto che avrei voluto ascoltare eventuali offerte mentre negli anni le avevo sempre respinte in maniera molto decisa. Stavolta però sentivo che era l’anno giusto per cambiare», ha dichiarato Capitan Futuro in una lunga intervista che andrà in onda stasera alle 23. «Lo scorso anno le cose non sono andate bene e io voglio che le cose vadano bene per me, ma sopratutto per la Roma. Non fare felici i tifosi, non mettere tutti d’accordo è stato un peso schiacciante».

Perché restare allora? «C’erano tante cose che non andavano, forse ce n’era una ancora più grande. Non mi andava bene, non potevo pensare che la mia ultima partita con la maglia della Roma fosse quella. È una cosa che non riuscivo a mandare giù, potevo immaginare qualsiasi squadra del mondo, alzare qualsiasi trofeo, ma pensare che avevo giocato l’ultima partita con la maglia della Roma in un derby perso in finale sarebbe stata la fine puiù sbagliata di una delle storie d’amore più belle». Poi Garcia: «Sì, lui mi è piaciuto da subito, mi parlava come un suo giocatore mentre tutto il mondo mi dava per venduto. Mi diceva che voleva fare una grande stagione, mi ha convinto».

E De Rossi ha convinto Garcia di essere tornato quello di un tempo. Domani Daniele cercherà il 7˚ gol all’Inter, la sua vittima preferita. Un’altra bestia nera dei nerazzurri (oltre a Totti, 10 gol in carriera) è Ljajic. Ieri il serbo è saltato al di là del muretto che divide il campo dall’ingresso agli spogliatoi, si è sistemato il pallone e dato un ultimo sguardo alla porta poi da posizione impossibile ha provato un tiro a giro che si è stampato sul palo. Altroché lombalgia. Il dolore alla schiena, infatti, è passato del tutto. La cabala però premia anche Florenzi (2 gol all’Inter), favorito nella corsa alla maglia da titolare. A Ljajic poco importa: i 3 gol messi a segno finora (1 ogni 52’) sono arrivati partendo dalla panchina. A seguire l’allenamento della Roma, infine, c’era un ospite illustre: Ben Johnson. L’ex-velocista canadese è nella capitale per promuovere una campagna anti doping

Fonte: Leggo - Balzani

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