Rassegna Stampa

Segna e difende Il Gervinho rinato fa innamorare Roma

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-10-2015 - Ore 07:33

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Segna e difende Il Gervinho rinato fa innamorare Roma

CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - «Devo correre come un nero per guadagnare come un bianco». La frase è di Samuel Eto’o e non di Gervinho, ma cambia poco. La sostanza è: dovrai fare qualcosa più degli altri per avere quello che ti spetta. Eto’o fece il terzino nell’Inter del triplete, Gervinho lo ha fatto contro la Fiorentina. Il camerunense e l’ivoriano, in più, ci hanno sempre messo anche i gol. Per Gervinho sono stati 5 in 6 partite, dal 26 settembre al 25 ottobre: gol in Roma-Carpi 5-1; gol in Bate Borisov-Roma 3-2; doppietta in Palermo-Roma 2-4; assist «basta spingere» per Salah in Roma-Empoli 3-1 e per Iago Falque in Bayer Leverkusen-Roma 4-4; contropiede di 60 metri palla al piede e gol del 2-0 domenica contro la Fiorentina, per il sorpasso in vetta alla classifica. 
Non male per un giocatore che quest’estate era stato venduto agli sceicchi del Al-Jazira e che, dopo la prima giornata e la cattiva partita contro il Verona (1-1), i tifosi non volevano più vedere nemmeno dipinto. Il calcio è così: un giorno sei la Freccia Nera, quello dopo il peggior calciatore del mondo. Ma, poi, puoi tornare di nuovo la Freccia Nera. 
Rudi Garcia è sempre stato la forza, forse anche il limite, di Gervinho. Gli ha dato tanto spazio: 26 partite e 2 gol a Le Mans; 67 e 28 a Lilla; 64 e 15 a Roma. L’allenatore dice che, anche quando non segna, Gervinho entra in quasi tutti i gol della sua squadra. Averne fatto un insostituibile, però, ha dato all’ivoriano la patente di «cocco dell’allenatore». E l’anno scorso, quando si è visto solo in Coppa d’Africa (vinta), Gervinho è diventato un bersaglio, insieme all’amico Seydou Doumbia (11 gol in 14 gare con il Cska in questo inizio di stagione). 
Quando quest’estate era stato ceduto per 13 milioni, a Roma avevano fatto festa quasi tutti. Poi l’affare è saltato e Gervinho ha preteso che venissero smentite le voci di sue richieste folli (elicottero, spiaggia privata per la sua famiglia...) agli emiri. L’unica verità era che all’Al-Jazira avrebbe guadagnato più che alla Roma: 5 milioni netti contro 2,9 rimpinguati però dai bonus. 
Gervais è rimasto, ha faticato all’inizio (quando Garcia preferiva farlo giocare in trasferta per evitargli i fischi all’Olimpico) e poi si è ripreso il posto con gol, assist e grandi prestazioni. È migliorato anche tatticamente, come ha dimostrato a Firenze, dove, come Salah, ha dato una grande mano anche in fase difensiva. 
A Pinzolo, durante il ritiro precampionato, la Roma ha trasformato per un giorno i suoi piccoli tifosi in giornalisti. Con una bellissima iniziativa, infatti, i ragazzini avevano potuto fare le loro domande ai calciatori. Una di queste era: sareste disposti, per passione, a giocare anche gratis? Qualcuno ha provato a imbastire un discorso per salvare capra e cavoli, Gervinho si è fatto tradurre la domanda (il suo italiano è ancora rudimentale) e ha risposto: «No». Poi si è messo a correre. 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI

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