Rassegna Stampa

Sempre Totti al centro della Roma yankee

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-12-2013 - Ore 08:07

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Sempre Totti al centro della Roma yankee

Tutto cominciò con Martin Dobrotka, modesto difensore slovacco dello Slovan Bratislava, oggi in forza allo Slavia Praga. Era il 18 agosto 2011 e la prima Roma americana faceva il suo esordio ufficiale in Slovacchia, nei preliminari di Europa League, sconfitta all’80’ proprio da un colpo di testa del difensore biancazzurro, con mezza papera di Stekelenburg. Un esordio premonitore, con le prima alchimie tattiche dell’«apprendista» Luis Enrique. Oggi quella partita lì sembra lontana non 28 mesi ma anni luce, non fosse altro perché oggi la Roma, per vincere a Milano e restare a duellare con la Juve, punta sul rientro di Totti, all’epoca silurato da Luis Enrique (e da quel «pigro» affibbiatogli da Franco Baldini), che lo lasciò fuori per dar spazio ad Okaka, Bojan e Caprari. Da allora, la Roma di partite ne ha giocate altre 90 e lunedì sera a Milano farà cifra tonda: sarà la centesima della gestione americana, per fortuna di Pallotta e soci molto diversa da quella di Bratislava.

A CACCIA DEL 50 Delle 99 partite made in Usa , la Roma ne ha giocate 90 in campionato, 7 in Coppa Italia e due — appunto — in Europa League. La parte del leone (eufemismo, visti i risultati) tocca a Luis Enrique, in panchina in 42 delle 99 partite. Ed a Milano gli yankee giallorossi arriveranno con un ruolino globale di 49 vittorie, 21 pareggi e 29 sconfitte, ruolino reso sicuramente più luccicante da Rudi Garcia, la cui squadra — come produttività offensiva — fa quasi invidia alla Roma zemaniana: 1,93 gol a partita per quella del francese (29 reti in 15 gare), contro i 2,08 di quella del boemo (52 reti in 25 partite). Garcia proverà a migliorare questo dato proprio riaffidandosi a Totti, che dovrebbe tornare in campo da titolare a due mesi dal k.o. con il Napoli (18 ottobre scorso).

QUANTE DIFFERENZE Ovviamente, le due gestioni non si assomigliano per niente per la solidità difensiva, vista che l’ermeticità della Roma di Garcia (0,33 gol subiti a partita, 5 in in 15 match) non ha nulla a che vedere con la Roma «colabrodo» di Zeman (43 reti subite in 25 gare, media di 1,72 a gara), che assomiglia invece molto di più a quella di Luis Enrique, l’hombre vertical , capace di subire ben 59 gol in 42 gare media 1,40 a gara). A conti fatti, quella è stata la Roma americana peggiore, anche se la «macchia» è la finale di Coppa Italia persa con la Lazio nella gestione-Andreazzoli. Intanto stasera il d.g. giallorosso Mauro Baldissoni ed Alessandro Florenzi saranno ospiti ad «IoEsisto», su Rai Uno, nell’ambito della maratona televisiva di Telethon 2013. Lo scopo è nobile, si parla di bambini colpiti da malattie genetiche rare. Proprio mentre in questi 28 mesi la Roma americana è invece guarita…

Fonte: Gazzetta dello Sport – Pugliese

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