Rassegna Stampa

Serie B, arrestati il presidente Pulvirenti e i vertici del Catania. "Hanno comprato le partite per salvarsi"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-06-2015 - Ore 11:46

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Serie B, arrestati il presidente Pulvirenti e i vertici del Catania.

LA REPUBBLICA - VIVIANO - La polizia ha eseguito sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di dirigenti del Catania che avrebbero comprato alcune partite del campionato di calcio Serie B appena concluso, per consentire alla squadra di vincere ed evitare così la retrocessione. Agli arresti domiciliari sono finiti il presidente del club, Antonio Pulvirenti, l'amministratore delegato Pablo Cosentino, il direttore generale Daniele Delli Carri. Con loro sono stati arrestati  i procuratori Giovanni Impellizzeri, Piero Di Luzio, Fabrizio Milozzi e Fernando Arbotti. Sono accusati di frode sportiva. Secondo l'accusa, alcune vittorie del Catania sarebbero state concordate a tavolino dietro il pagamento di denaro.

"Almeno cinque partite, forse sei sono state truccate con somme di denaro versate a giocatori". Così il procuratore di Catania Giovanni Salvi durante la conferenza stampa nella quale è stata illustrata l'operazione, denominata "I treni del gol". Le partite dell'ultimo campionato sono Varese-Catania (0-3), Catania-Trapani (4-1), Latina-Catania (1-2), Catania-Ternana (2-0) e Catania-Livorno (1-1). Si lavora anche, hanno specificato gli inquirenti durante la conferenza stampa, su Catania-Avellino (1-0): sono tutte partite giocate tra la fine di marzo e l'inizio di maggio scorsi, risultati positivi in sequenza che hanno consentito al Catania di tirarsi fuori dalla zona calda della classifica di serie B.

Il nome del Catania calcio era emerso già il 19 maggio scorso nell'ambito dell'inchiesta "Dirty Soccer" che portò all'arresto di 50 persone tra dirigenti sportivi, allenatori, giocatori, dirigenti e scommettitori italiani e stranieri che aveva truccato decine di partite del campionato di serie B. L'interesse dell'organizzazione criminale che combinava le partite si era rivolta anche all'incontro Catania-Crotone del 16 febbraio 2015. Alla vigilia dell'incontro uno dei principali protagonisti dell'organizzazione l'albanese Edmond Neriìjaku insieme ad un altro degli arrestati, Ercole De Nicola, si dicevano certi di "combinare" l'incontro Catania - Crotone al punto che Nerjaku investì 21 mila euro sulla vittoria del Catania. Le cose però non andarono come previsto e l'incontro si era concluso con un pareggio, 1-1. Le indagini sono condotte dalla Digos etnea, su ordine della locale Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, con l'ausilio di personale delle Digos delle Questure di Roma, Chieti e Campobasso e del Compartimento della Polizia Postale di Catania.

Fonte: LA REPUBBLICA - VIVIANO

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