Rassegna Stampa

Shock da prima giornata e grandi club in allarme: mercato da 268 milioni per conquistare un punto

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-08-2015 - Ore 08:08

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Shock da prima giornata e grandi club in allarme: mercato da 268 milioni per conquistare un punto

LA REPUBBLICA - SORRENTINO - Nudi alla partenza, che vergogna. Per almeno quattro tifoserie, quattro dirigenze e quattro allenatori è il giorno del panico, ovvero dell’horror vacui: è tutto qui? Davvero siamo questi? Da quattro anni le prime due del torneo precedente non facevano così poco all’esordio (un punto tra Juventus e Roma) e mai la Juve aveva perso l’apertura in casa. Il Milan è arrivato a Firenze sospinto da amichevoli grancasse e gonfio di entusiasmo, permettendosi pure il raid di Mihajlovic nel parcheggio per incontrare Balotelli, in aperta violazione della liturgia di ogni vigilia blindata che si rispetti: risultato, due pappine dalla Viola e zero tiri in porta (mai accaduto nemmeno a Inzaghi). A Napoli Sarri l’aveva pur detto, che le sue squadre faticano in partenza: è bastato il solito Sassuolo euclideo e addio, già i primi fischi per l’allenatore in tuta, simpatico a tutti, chissà quanto ai napoletani. Brutto affare la prima di campionato, quando si ritorna sulla terra e si fanno due conti: al netto delle cessioni, Juventus, Roma, Milan e Napoli hanno speso in estate un totale di 268 milioni. Prima giornata, e le quattro totalizzano un solo punto.

 
L’allarme rosso porpora suona alla Juventus, reduce da un mercato che sulle prime era parso intelligente e calibrato, ma che ora, complici i cinque infortuni muscolari e la rumorosa assenza di Pirlo-Tevez-Vidal, appare sotto un’altra luce. Allegri non fa drammi: «Il campionato è una maratona, non i cento metri ». Forse i 40 milioni per Dybala, che per qualcuno era un attaccante esterno o un trequartista ma che in realtà è un centravanti, sono stati eccessivi, visto che di centravanti la Juve ne ha altri quattro. Forse la cessione di Vidal è maturata troppo in fretta (ma di fronte ai 40 milioni del Bayern non si poteva tentennare) e non ci si è organizzati al meglio per il sostituto, che manca ancora. Si poteva valutare meglio la storia di Khedira, scoprendo che nelle ultime tre stagioni ha sempre avuto qualche grosso guaio fisico, e pensare subito a un’alternativa in regia di cui ora il club è alla febbrile ricerca. Insomma, c’è ancora da lavorare e spendere. Come alla Roma, che ha ammassato truppe cammellate sulle fasce ma non sa ancora imbeccare Dzeko, le manca anche energia a centrocampo e qualcos’altro che però non si può comprare, ossia l’armonia interna, e quello è il problema più grave. Al Milan di armonia ritrovata ce n’è a palate, al punto da rischiare l’innesto più pericoloso che ci sia (Balotelli), ma mancano ancora gli equilibri in campo, ed è fin troppo chiaro che in serie A non puoi giocare con Bertolacci, Bonaventura, Honda e due attaccanti: avrai vita breve su ogni campo. Saranno giorni di frenetici aggiustamenti, a Milanello e sul mercato, servono con urgenza centrocampisti e difensori di vaglia, magari bilanciandoli con cessioni al momento non preven-tivate, perché una sottile inquietudine si comincia ad avvertire. Napoli invece è attonita, sull’orlo della depressione. Di soldi non ce n’erano molti e si era capito dalle scelte del club, ma ora è necessario intervenire. In difesa e pure a metà campo servirebbe gente di qualità e personalità, in attesa che il progetto-Sarri decolli. Perché poi l’unica soluzione dopo un cattivo esordio, a una settimana dalla fine del mercato, è la solita: alzare la posta, qualcosa accadrà. Nell’attesa, buon panico a tutti.

Fonte: LA REPUBBLICA - SORRENTINO

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