Rassegna Stampa

Sky-Mediaset, la Lega rinvia ancora. I club vanno alla conta sulla serie A

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-06-2014 - Ore 08:09

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Sky-Mediaset, la Lega rinvia ancora. I club vanno alla conta sulla serie A

«È facilissimo il problema, non ci sono mille ipotesi: domani o si assegna o non si assegna e in quel caso si rifà il bando». Uscita di via Rossellini, sede della Lega Calcio: l’assemblea si è aggiornata a questa mattina alle 9.30. 

A mezzogiorno scade il termine ultimo previsto dall’asta per l’assegnazione dei diritti tv per le partite di Serie A del triennio 2015-2018. A parlare è l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, che prima della riunione tra i club (durato oltre due ore) aveva incontrato Claudio Lotito, presidente della Lazio e il presidente della Lega Maurizio Beretta. Galliani spiega: 

«Se si rifà il bando si può cambiare tutto, le cifre, i pacchetti, le composizioni».

Non vogliono parlare i presidenti dei club, tranne qualche eccezione. In ballo c’è oltre un miliardo di euro, un bell’incasso se tutto filasse liscio (per alcune squadre i diritti rappresentano oltre il 50% dei ricavi). Il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, avverte che l’asta sui diritti tv del calcio «potrebbe avere una conclusione un po’ dura, non piacevole per qualcuno».

«Quando le parti non si mettono d’accordo – spiega – serve una posizione ferma che può anche scontentare qualcuno. Domani (oggi, ndr ) sarà una giornata importante, non fa bene a nessuno questa fase di stallo». Non è un azzardo pensare che la Lega Calcio probabilmente ha sperato fino all’ultimo di vedere i principali protagonisti, cioè Sky e Mediaset, trovare un accordo pre-assegnazione.

Avrebbe consentito ai club di massimizzare gli introiti senza strascichi legali. Ora non c’è più tempo. Questa mattina i presidenti delle società delle squadre di serie A dovranno decidere (il regolamento prevede fino a quattro votazioni, le prime tre a maggioranza qualificata, la quarta semplice). L’assemblea di lunedì era stata aggiornata perché esisteva una maggioranza di orientamento ma non era un’unanimità.

E ancora ieri si dice che Fiorentina e Roma fossero contrarie e la Juventus alquanto dubbiosa sulla decisione di assegnare a Sky – secondo l’indicazione dell’advisor Infront per massimizzare i ricavi – le partite delle 8 squadre principali da trasmettere sul digitale terrestre, a Mediaset gli stessi match ma per piattaforma satellitare, e sempre al Biscione anche le partite delle altre 12 squadre. Sky rivendica di avere fatto le offerte maggiori per le partite delle 8 squadre principali su entrambe le piattaforme e il principio che l’offerta più alta vince. Martedì il gruppo ha anche dichiarato di essere aperto al dialogo ma solo «ad assegnazione avvenuta».

Mediaset, invece, sostiene che assegnare a un unico operatore pay le 248 partite delle otto squadre di serie A che da sole rappresentano oltre l’86% dei telespettatori tifosi italiani è quello che la legge, le autorità regolamentari e la stessa Lega Calcio hanno sempre voluto impedire a difesa dei consumatori e della concorrenza.

Comunque, l’ambiguità che si è rivelata insita nel bando sta facendo irritare più di qualche presidente di serie A, che vorrebbe un clima più disteso e non correre il rischio di ricorsi. Intanto Mediaset può far leva sulle dichiarazioni di Ali Bin Thamer al Thani, componente della famiglia reale del Qatar, che controlla indirettamente l’emittente araba Al Jazeera, che da tempo sta guardando a Premium per un’eventuale partnership:

«Mediaset è una grossa azienda e per noi rappresenta una grande opportunità. Stiamo valutando la cosa sotto diversi aspetti e ci stiamo pensando».

Fonte: Corriere della Sera (F. Basso)

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