Rassegna Stampa

Soddimo, gol e assist per tenere lontana la droga

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-09-2015 - Ore 07:06

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Soddimo, gol e assist per tenere lontana la droga

GAZZETTA DELLO SPORT – IMPARATO - Roma C’è solo da applaudirlo, e non perché l’unico gol in Serie A del Frosinone è il suo. C’è solo da dirgli bravo, perché non ha ceduto alle tentazioni del guadagno facile e alle insidie della strada: Danilo Soddimo è nato 13 chilometri a nord-est del Colosseo, del Campidoglio, dal cuore di Roma. È di San Basilio, borgata che vuole scrollarsi la nomea di supermarket della droga, con via Gigliotti regno di spaccio e non solo. La gioventù di Soddimo? A tinte forti, tratti marcati, come i murales di via Fabriano, lì a ricordare le emergenze della vita e la tragedia di infrangere la legge. Orgoglioso e grintoso, non ha mai rinnegato nulla, anzi («Non avevamo nemmeno i soldi per il gas e la luce nella casa che avevamo occupato...»). Soddimo non cancella le origini, l’ infanzia a rischio e che grazie al calcio, a mamma Anna, al vivere di pane e pallone , ha salvato il ragazzo di strada che fu. «La paura di finire in brutti giri, in galera, l’avevo, ma l’unico vero “reato” era non andare a scuola per giocare a calcio in strada». Rigava dritto perché alla fine di quella linea tracciata c’era una porta, una rete, un gol da segnare. «A Danì , sarai il Cassano de San Basilio...» gli dicevano nella borgata quando la Sampdoria non l’aveva ancora scovato. 
FORZA ROMA Nel 2004 finì nelle giovanili doriane, mamma Anna influì molto («Faceva le pulizie in condomini e case, si spezzava la schiena, mi portava agli allenamenti e mi stava dietro, sapeva che sarei arrivato in A...sì scrivetelo, la chiamavano la negretta, chi ricorda capirà di chi son figlio... Non avevamo i soldi per il treno che la portasse a Genova per vedermi»). Già, il Cassano di San Basilio, tifosissimo della Roma da fare il portoghese e scavalcare i cancelli dell’Olimpico, prendendo manganellate, sfuggendo ai celerini («...che me fregava, mettevo cartoni e giornali sotto il maglione e zompavo, correvo, correvo più di tutti e lì o corri o la Roma la vedi pe’ ...Sky...»). Cuore giallorosso, battito accelerato per i gol di Totti, Batistuta, Montella e quello scudetto del 2001, vissuto in curva. 
scarpette Sì, il calcio sa regalare anche favole, l’ala sgusciante dalle scarpe rotte, ora la sua Roma se la trova parata di fronte, da avversario («Ho sofferto da ragazzo, ma ho anche capito i valori della vita»). Si emozionerà, ma solo nella vigilia, perché nel sottopassaggio del Matusa, in campo, scorderà tutto. Gli basterà pensare a mamma Anna, sì la «negretta», e come si spezzava la schiena per permettergli di fare gol in Serie A. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT – IMPARATO

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