Rassegna Stampa

Sognava Fabregas e segna alla Maicon. Si chiama Alessandro e risolve i problemi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-05-2015 - Ore 10:07

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Sognava Fabregas e segna alla Maicon. Si chiama Alessandro e risolve i problemi

Dicono di lui: «Sulla fascia destra sa fare tutto, attaccare e difendere, fare assist, è anche romano, l’anima della Roma. Siamo fieri di lui», parola di Rudi Garcia. «Ad avercelo uno come lui, purtroppo non ce l’ho e fortunatamente ce l’ha la Roma», Eusebio Di Francesco dixit. Il lui è Alessandro Florenzi, professione x alla n. Tutto, insomma. Prezioso, specie in una stagione come questa, nella quale tanti si son persi per strada, vuoi per infortunio, vuoi per una generalizzata inadeguatezza e il tecnico ha più volte avuto bisogno di un tampone. Eccolo, pronto per l’uso: Florenzi, appunto, un uomo felice ma con il continuo mal di testa per il suo girovagare in campo. Da attaccante a terzino, sempre con l’anima dal centrocampista. Quando sta dietro, sa come si attacca e quando sta davanti utilizza la sua forza di volontà, che lo porta a rincorrere tutti i palloni. Ha imparato subito a fare la punta esterna, ci sta mettendo un po’ di più a fare l’esterno basso. Ci vuole applicazione e tempo, prima o poi ci riuscirà.

Il gol di Reggio Emilia è alla Maicon, cioè una perla, che lo fa traballare un po’ nella gioia: meglio quello contro il Sassuolo o quello in rovesciata contro il Genoa? Chissà. Il suo riferimento è Fabregas, che rispetto a lui ha maggiore esperienza (parliamo di un ’87 contro un ’91), più tecnica ma meno corsa. Il piede di Ale è buono, tant’è che Garcia gli affida un bel po’ di tiri da fermo, compresi i rigori. Ha la personalità di un veterano e l’adattabilità nell’ambiente, conseguenza naturale di chi in nella Roma è nato, cresciuto e del quale è profondamente innamorato.

LA PLUSVALENZA - Florenzi è un patrimonio del club, un piccolo gioiellino valorizzato da Bruno Conti e Alberto De Rossi un po’ di anni fa. Oggi, oltre ad essere un punto di forza della Roma, è anche una plusvalenza che cammina. Ha mercato e il guadagno sarebbe massimo, visto che Sabatini nel 2012 lo ha riscattato dal Crotone per 1,25 milioni di euro. Questo non vuol dire che sarà ceduto, sia chiaro. Ale a Roma vuole mettere le radici, si vede capitano e leader del futuro. In Nazionale si è guadagnato la fiducia di Conte, che lo fa giocare da esterno, con la difesa a tre alle spalle. Un ruolo che potrebbe interpretare anche qui, se mai non dovesse essere più Garcia l’allenatore della Roma. Finora non abbiamo mai detto Florenzi romano e romanista. Non bruciamolo.

Fonte: Il Messaggero

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