Rassegna Stampa

Sono Iago Falque, il normal one

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-11-2015 - Ore 06:53

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Sono Iago Falque, il normal one

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - L’espressione «ragazzo normale» per raccontare Iago Falque ormai è consuetudine: niente creste, niente tatuaggi su metà – almeno – del corpo, niente comportamenti sopra le righe. Un normale giovane spagnolo, che quando non si allena e non gioca trascorre le sue giornate col cane e la fidanzata («a casa comandano loro») e che in campo ha un rendimento sempre constante e, soprattutto, sempre prezioso per Rudi Garcia. Ieri lo spagnolo, uno dei pochi reduci sopravvissuti a infortuni e nazionali, era a Trigoria per allenarsi e, di prima mattina, indossati felpa e pantaloncini, ha fatto un’incursione alla radio ufficiale del club giallorosso per raccontare un po’ di sé. Partendo ovviamente da quello che si aspetta dal futuro. Prossimo e lontano. 
OBIETTIVI - «Sappiamo quali sono le nostre forze, abbiamo una rosa con giocatori top. La strada è quella giusta, nell’ultimo mese abbiamo giocato delle grandi partite. Speriamo di vincere qualcosa quest’anno, è l’obiettivo di tutti noi». Il suo è anche quello di restare a lungo a Roma, città che definisce «il posto perfetto». Dopo tanto peregrinare in giro per l’Europa (Real Madrid, Barcellona, Bari, Juventus, Villarreal, Tottenham, Southampton, Almeria, Rayo Vallecano, Genoa) fin da quando era ragazzino, a quasi 26 anni, sembra arrivato il momento di rimettere in un cassetto il passaporto: «La Roma è una dimensione giusta per me, mi trovo benissimo, sento la fiducia dell’allenatore e dei compagni e la gente mi vuole bene». 
IL RUOLO - Accolto quasi nell’indifferenza generale, Iago Falque si è ritagliato uno spazio sempre più importante: nessun tweet polemico, dichiarazioni misurate, ha approfittato della possibilità di potersi allenare con Garcia fin dal primo giorno e ha giocato 13 partite su 15, frenato negli ultimi tempi soltanto da un fastidio al ginocchio. Nel derby è stato impiegato come trequartista e, con candore, evitando di trincerarsi dietro il solito «sono a disposizione», ha svelato un retroscena: «Già qualche giorno prima del derby sapevo che Garcia mi avrebbe voluto impiegare lì, dove avevo giocato da piccolo. Ci abbiamo lavorato un po’ e le cose sono andate bene». 
RITORNO A BARCELLONA - Per questo, visto anche l’infortunio di Salah, sembra l’indiziato numero uno per partire titolare, indipendentemente da quello che succederà a Bologna – alla ripresa del campionato –, anche contro il Barcellona in Champions League. La sua capacità di dare equilibrio abbinata a una tecnica di base eccellente e la sua disponibilità al sacrificio sono armi di cui, al Camp Nou, difficilmente Garcia farà a meno. «Sarà un orgoglio tornare a giocare una partita lì ed è una grande fortuna per tutti noi affrontare il Barcellona, perché significa che sfidiamo i club migliori e che quindi tutti gli sforzi fatti vengono ripagati. Ritroverò poi anche qualche compagno di quando ero nelle giovanili, sarà bello». Bello è stato anche conquistare chi credeva poco in lui. Il «ragazzo normale» Iago Falque lo ammette, ma senza enfasi: «Ho affrontato lo scetticismo, ma i conti si fanno alla fine. Sempre». 

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Cecchini

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