Rassegna Stampa

Spalletti, la Roma e l’esplosivo Totti «So io come fare»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-02-2016 - Ore 07:40

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Spalletti, la Roma e l’esplosivo Totti «So io come fare»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI - Certo, Roma non è Denver. E il calcio non è il football, almeno non quello americano. Però che strano effetto fa, vedere dall’altra parte dell’Oceano un 39enne vincere il Superbowl, mentre a queste latitudini ci si morde la lingua per evitare chiacchiere scomode su un altro campione, 39 enne pure lui. Peyton Manning non è stato l’attore protagonista dei suoi Broncos, ma sulla scena c’era eccome domenica notte. Di qua, Francesco Totti è giusto il potenziale contorno di uno chef che sta ancora decidendo la portata principale da servire a tavola. Comodo, no? Totti è argomento esplosivo, a Roma. «Perché tutti ci inzuppano dentro», dice perfettamente Luciano Spalletti. Perché Totti fa comodo a chiunque, anche lui lo sa. Fa comodo a chi si scandalizza per gli schiaffi di Zvonimir Boban: «Non può più giocare un calcio serio in Serie A». Entrata dura, assist involontario a chi...inzuppa, per dirla alla Spalletti. A chi usa Totti chiedendone strumentalmente l’utilizzo, giusto per alimentare polemiche di quartiere, meglio, di partito. Questo è lo spaccato di Roma. Questa è la Roma spaccata. E in mezzo c’è comunque un giocatore che non si è stufato. Che non rientrerà fino a quando Spalletti non sarà riuscito a mettere in campo una squadra «corta» al punto giusto, al punto di potersi permettere lo scarso dinamismo del capitano. Totti che però avrebbe bisogno di minuti per tornare in forma. E allora se ne esce con il Palermo, domenica 21, molto più che con il Carpi: questo può essere l’obiettivo. «Tengo più io a Totti che voi — dice Spalletti —. Ma la carta d’identità non è più la stessa, bisogna stare attenti ai rischi che si corrono. Non c’è più Totti a prescindere, c’è un giocatore che va di pari passo con i risultati della squadra». Contratto Un uomo che sta per (ri)diventare papà, i primi giorni di marzo farà ancora segno 3 con la mano. Sarà il numero dei figli, non quello dei 300 gol con la Roma, che stona un po’ a fronte del crollo del minutaggio: 213’ giocati in questa stagione, contro i 1602’ di 12 mesi fa. Magari una mano gliela darà Pallotta. Perché il contratto in scadenza è argomento che il presidente affronterà di persona nel prossimo blitz romano, che non coinciderà (salvo cambi di programma) con la sfida al Real Madrid. La firma non sarà in bianco: Totti ha scartato questa strada, perché avrebbe significato mettere in difficoltà la proprietà. Vuole essere trattato ancora da calciatore, poi l’accordo economico non sarà un problema, anche a costo di ridursi l’ingaggio attuale di 3,4 milioni netti. Inseguendo il sogno del secondo scudetto con la Roma. In fondo, anche Manning ha vinto due anelli.

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Stoppini

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