Rassegna Stampa

Spalletti ne tenga conto. Brutto arresto per l’Inter

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-04-2016 - Ore 07:13

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Spalletti ne tenga conto. Brutto arresto per l’Inter

CORRIERE DELLA SERA - SCONCERTI - Ormai è un’abitudine veder vincere la Juve così ci stiamo quasi scordando che sta accadendo qualcosa di eccezionale. Le vittorie della Juve sono infinite, annullano cento anni di statistiche. E per di più parlano di una superiorità semplice, così evidente e inevitabile da rendere inutili le partite. Vale alla fine di più quello che accade alle sue spalle, ma prima è opportuno dar conto di una precisazione, volando in diagonale sul caso Totti. Quando la Juve annunciò a novembre di due anni fa in una sede istituzionale come l’assemblea dei soci che era l’ultima stagione di Del Piero, non aveva prima parlato con Del Piero. La sua gestione di chiusura fu netta, infinitamente più dura di quella della Roma. Non c’era accordo, ci fu solo una decisione unilaterale. Legittima e forte. La differenza col presente fu nel silenzio di Del Piero che permise una signorilità di fondo anche alla società. Insistendo un attimo, si comprende anche la vera differenza tra le possibilità di scegliere di Juve e Roma. La Roma rappresenta una grande città, un popolo vicino e per forza asfissiante. La Juve rappresenta essenzialmente un’azienda, il suo popolo e infinito ma disperso lungo tutto il Paese. Non c’è scontro culturale possibile né litigio sul pianerottolo. Solo un grande mormorio, una delusione che si calma con i successi. Qui il problema è doppio, nel senso che Totti non è d’accordo e firma lui i successi che dovrebbero emarginarlo. Ne tenga conto Spalletti quando tenta di spiegare cosa sia Totti e cosa sia la Roma. Non tocca a lui decidere una realtà che può solo prescinderlo. Nemmeno lui è la Roma. Nel mezzo del caso Totti cade l’Inter, non male ma non superiore al Genoa. Non meritava la sconfitta, non meritava di vincere. È un brutto arresto che cambia l’idea che la squadra si era fatta di sé. Vale una riga lo stupore di Thohir davanti alle voci disfattiste. Nessuno pensa a una bancarotta, ma è normale che molti si chiedano chi copra i 400 milioni di debito in garanzia dei quali è stata semplicemente ipotecata l’Inter. Su, non prendiamoci in giro. Così alla fine i questa notte di mezza estate molti giochi sono arrivati alla fine. Resta una chance al Milan per fare un po’ di confusione. Vedremo come la sfrutterà stasera con un Carpi che resta ancora salvo.

 

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