Rassegna Stampa

Spalletti: «Non è un derby ad armi pari. Siamo la ragione di vita della Lazio»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-04-2016 - Ore 07:59

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Spalletti: «Non è un derby ad armi pari. Siamo la ragione di vita della Lazio»

CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - Stefano Pioli non ne ha mai vinto uno e Luciano Spalletti, che li ha giocati con una squadra più forte, finora ha fatto «conto pari»: tre vittorie, due pareggi e tre sconfitte. Lazio-Roma, oggi all’Olimpico, alle 15, con un record negativo di spettatori (meno di 30 mila) è nelle mani dei due allenatori. Pioli potrebbe essere all’ultimo, vista la stagione deludente della Lazio, ottava in classifica e a 18 punti dalla Roma. Spalletti, invece, è sempre più padrone di Trigoria. Un uomo solo al comando, che ogni volta che parla guadagna fedeli tra i tifosi. Magari un po’ meno tra i giocatori cui non risparmia nulla. Strana condizione: fa giocare bene la sua squadra ma è diventato un idolo perché — parola della piazza — «li attacca tutti al muro». Ieri è toccato a Nainggolan, che in un’intervista ha detto che se chiamano Chelsea o Barcellona è logico mettersi al tavolo e sentire la proposta. Il tecnico romanista è molto sensibile sull’argomento. Si è già scontrato con Sabatini, quando il d.s. ha annunciato le sue dimissioni con tre mesi di anticipo, e non ha gradito neppure quando Pjanic eManolas hanno parlato di mercato. Per Spalletti il futuro è adesso: «Da qui alla fine i giocatori devono dare il massimo. Poi chi vuole andar via, va via. Non ci sono problemi. Anzi, alla fine, sceglieremo noi qualcuno da mandare via perché fa parte dei ruoli». Così come fa parte del suo ruolo essere ancora una volta chiarissimo sull’importanza cheTotti ha nel suo calcio: «Capisco i tifosi e gli amanti del calcio che lo vorrebbero in campo: i piedi di Francesco sono ancora i migliori e lo saranno anche per i prossimi 5-6 anni. Però io devo scindere il sentimento dall’analisi e i dati che ho mi dicono altro». Anche il paragone che sceglie per commentare il sondaggio su Totti, con il direttore diSky Sport 24 Fabio Caressa che ha votato per vederlo in campo, non è il massimo dell’empatia: «Sky potrebbe anche fare un altro sondaggio: chi deve commentare gli Europei? Caressa o Pizzul?». E Bruno Pizzul è stato il re dei telecronisti, ma adesso è in pensione. La Roma dovrà fare la partita, la Lazio aspetterà per colpire in contropiede. «Secondo me — chiude Spalletti — arriviamo bene al derby, però mi sarebbe piaciuto giocarlo ad armi pari. Per la Lazio siamo l’unica ragione di vita, noi invece ne abbiamo anche altre». Pioli concorda, almeno in parte: «Battere la Roma serve soprattutto per l’orgoglio: è un’occasione per dimostrare che valiamo questa maglia. Non significherebbe cancellare questa stagione, ma sicuramente renderla meno amara e darci un’iniezione di fiducia per il futuro. Il derby è una partita a sé e può azzerare tutti i valori tecnici». Il clima da vecchio derby arriva solo con la battuta sull’arbitro.Tagliavento, all’andata, non è piaciuto: «Speriamo che il risultato possa dipendere solo da noi e che non ci siano altre situazioni, che la partita si giochi su un binario di parità in tutte le situazioni». La Lazio giocherà con una difesa di assoluta emergenza: Patric, Bisevac, Hoedt, Braafheid. La Roma potrebbe avere un solo prodotto del vivaio in campo: Florenzi. Gli ultrà delle due curve non saranno all’Olimpico ma guarderanno la partita sui maxischermi di Tor di Quinto e Testaccio. È il derby 2.0. Per chi gradisce.

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI

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