Rassegna Stampa

Spalletti: "Pjanic? Mi preoccupa di più il buco in difesa"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-06-2016 - Ore 08:39

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Spalletti:

IL MESSAGGERO - TENERANI - Totti, Pjanic, un mercato urgente per la difesa, il contratto di un anno, Olimpiadi, nuovo stadio, una Juve fortissima da contrastare col gioco, De Rossi tornato ai livelli di sempre: questo il concentrato dello Spalletti pensiero. Luciano nella sua Firenze, a spasso per Pitti, come testimonial della D'Acquasparta.

Cominciamo dal dibattito più di attualità in questi giorni: le Olimpiadi a Roma. Lei è favorevole o contrario?

«Non ho dubbi, sicuramente favorevole. E non credo che lo debbano essere solo i romani, ma anche gli italiani perché si tratta di una grande opportunità per tutto il Paese. Una vetrina straordinaria per l'Italia».

Dal grande evento alle grandi aspettative: la Roma può riaprire un ciclo?

«A dir la verità è già dentro perché con Rudi Garcia ha fatto bene. Quando stai nelle prime tre posizioni, abiti nelle zone più nobili».

Infastidito per l'esito della vicenda Pjanic?

«No e lo spiego: durante la stesura di un contratto, hai la possibilità di stabilire le modalità di quell'accordo. Dopo non puoi più tornare indietro. Non mi piacciono, però, le offese al giocatore e alla sua famiglia. Miralem è un ragazzo intelligente, corretto, ha fatto il suo lavoro nel migliore dei modi. Quando è venuto in panchina e gli ho chiesto di cambiare la partita, mi ha aiutato».

Lei come ha saputo della sua cessione?

«In anticipo perché Pjanic mi ha chiamato, è stato molto cortese. Il resto della telefonata ce lo teniamo per noi».

Sul piano tecnico e tattico perdete un calciatore molto importante...

«Sì, ma al suo posto entra un elemento dello stesso valore, Strootman. Se il campionato iniziasse oggi in quella posizione giocherebbe l'olandese. E comunque uno dei miei obiettivi è fare una Roma forte. Dentro ci metto anche noi della società. Dobbiamo restare uniti, non commentare per spararci addosso».

Parliamo di mercato: che Roma sta nascendo?

«Non parlo di mercato, a quello pensa il nostro direttore Sabatini, un fuoriclasse. Io dico solo una cosa: dobbiamo mettere a posto la difesa. E' un'urgenza: ci è rimasto solo Manolas e Rudiger è infortunato. Mario Rui farà il lavoro di Digne, ma ce ne mancano almeno due».

Il portoghese è reduce da un'ottima stagione a Empoli

«Buon acquisto, calciatore di carattere e questi uomini hanno un valore in più. Io li preferisco a quelli che magari hanno più qualità, ma con meno temperamento finiscono col perdersi. Lui conosce la fase difensiva e si muove bene nella fase offensiva. Magari non ha una struttura fisica imponente».

 

Lei che ha deciso di fare: allunga il contratto?

«No, per adesso resto con quello che ho, scade tra un anno. Anzi, d'ora in poi mi comporterò sempre così: si deve lavorare in base a ciò che si fa. C'è uno stimolo maggiore, nessuno deve stare comodo, a partire dal sottoscritto. Devo giocarmi il futuro».

Questa Juventus sembra irraggiungibile...

«E' fortissima, su questo non ci sono discussioni, ma quando ti chiami Roma, Inter, Milan, Napoli, Fiorentina e Lazio è difficile rinunciare a lottare per il primato. Noi dobbiamo accorciare la distanza dai bianconeri attraverso il gioco. E io coi miei giocatori dovrò fare come Conte con gli azzurri...».

Ovvero?

«Devo tirargli il collo... Il ct è stato bravissimo coi suoi giocatori e io ci proverò dal primo giorno di ritiro, vedrete...».

Non teme che il mercato possa sottrarvi altri elementi di spessore?

«Il rischio c'è, ma noi dobbiamo rispondere subito facendoci trovare pronti nel sostituirli. E' necessario stare attenti, saper le leggere le opportunità. Nainggolan mi ha promesso che resterà e lui è uno di parola».

Che si aspetta dalla stagione di Totti?

«E' l'unica azione che non condivido con la società. Perché Francesco è una parte molto importante della storia della Roma e quindi deve essere trattato dal club. Totti ha un'infinita qualità: credo che abbia capito che la parte finale dell'annata sia la strada giusta. Mi auguro che riparta da lì, così lui sarà utile alla Roma e la Roma a lui».

Avete un problema in porta?

«Assolutamente no. Allison è un'ottima pedina, nazionale brasiliano. Molto bravo Sabatini ad anticipare tutti. Szczesny se l'Arsenal sarà intenzionato a ridarcelo in prestito, ne parleremo molto volentieri. Poi abbiamo De Sanctis. Insomma, mi pare che siamo coperti abbastanza...».

Si è accostato spesso il nome del viola Borja Valero alla Roma: obiettivo sensibile?

«Lo spagnolo è un giocatore fantastico per qualsiasi top club europeo: lo prenderebbero tutti e noi siamo tra questi... Ma purtroppo penso che non sia un'operazione possibile: intanto per l'affetto che Borja nutre per Firenze e poi per i numeri economici. Non è un affare per noi».

Anche Kovacic sembra entrare nel vostro interesse: è così?

«Mi limito a dire che è un calciatore fortissimo per una squadra che ama giocare palla a terra».

Con Ljajic che farete?

«Adem, Sanabria, fanno parte di un gruppo sul quale dovremo fare una scelta ponderata perché io voglio una formazione con sostituzioni di qualità».

De Rossi come se lo aspetta?

«Tale e quale al segmento finale di stagione e alla prima partita dell'Europeo: Daniele è una certezza, affidabile. Non lo vedo lontano da Roma».

E Dzeko?

«Il prossimo anno sarà con noi, gode di tutta la mia stima. Ho fiducia in lui, non ci saranno problemi».

Altro nome nel vostro radar: Nacho.

«E' una situazione monitorata da Sabatini...».

E il nuovo stadio per la Roma?

«Sarebbe una spinta che nessun giocatore può darci. Per essere ancora più chiaro faccio questo esempio: equivarrebbe all'acquisto del nuovo Totti...».

Torniamo alla Nazionale: può vincere questo Europeo?

«L'Italia era stata descritta come inferiore, poi il campo ha detto un'altra cosa e il Belgio è stato sconfitto. Vedo una Croazia fortissima che interpreta il 4-2-3-1 con esterni dentro al campo modello Germania. Gli azzurri li metto sul piano di queste due nazionali. Si vede che Conte prepara benissimo le partite, mi piace tanto la difesa a tre e come i nostri giocatori di fascia attaccano i terzini».

Chiudiamo con i cinesi: si aspettava uno sbarco così massiccio nel nostro calcio?

«Sono la soluzione. Spero che vengano altri imprenditori stranieri a investire in Italia. Dobbiamo essere bravi a confezionare un bel prodotto. La nostra storia deve essere appetibile».

Fonte: Il Messaggero - M.Tenerani

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