Rassegna Stampa

Spalletti: "Sono tornato perché allenare alla Roma è una sensazione meravigliosa, solo chi è stato qui è in grado di capire"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-02-2016 - Ore 09:36

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Spalletti:

AS - Il tecnico della Roma, Luciano Spalletti, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano spagnolo AS alla vigilia del match di domani contro il Real Madrid. Queste le sue dichiarazioni:

Si sente un salvatore della Roma?

“La Roma stava vivendo un momento difficile e hanno deciso di cambiare. Credo che si siano sbagliati: un allenatore non si discute per qualche brutto risultato, bisogna aspettare”.

È in disaccordo con l’esonero di Benitez?

“È chiaro che un presidente deve tutelare la sua azienda, però in Italia vengono cambiati troppi allenatori. Un tecnico devi sostenerlo. Dico sempre: preferisco schierare il miglior undici che giocare con gli undici migliori”.

È un allenatore più del gruppo che di singoli?

“Devo stare attento alle due cose e metterle in connessione”.

Come fu il suo primo giorno quando tornò a Roma e cosa disse ai suoi calciatori?

“Sono tornato perché allenare la Roma è una sensazione meravigliosa, solo chi ci è stato lo può sapere, la Roma ti entra dentro il sangue e sono un tifoso”.

Cosa si aspetta dal doppio match contro il Real?

“Conosco bene le merengues. Li ho visti giocare molte volte quando li allenava il mio amico Ancelotti”.

Lo conosce?

“È il mio grande maestro. È il miglior allenatore italiano e la migliore scuola per i tecnici”.

Cosa ha imparato da lui?

“Tutto. Ogni volta che ceno con lui, l’obiettivo è quello di carpire il più possibile sul calcio. È una grande persona e un grande allenatore”.

È difficile tenere in panchina Totti?

“Alleno la Roma, non solo Totti. Il mio obiettivo primario sono i risultati. Devo scegliere in base a questo non in base alla storia di un calciatore”.

Qual è il suo rapporto con il capitano?

“Dal mio punto di vista perfetta”.

Dal punto di vista di Totti?

“Deve domandarlo a lui (ride ndr)”.

Che ruolo avrà nella squadra?

“È un giocatore che accende la luce in fase offensiva per la sua classe. Però dipende anche dalle avversarie poter utilizzare queste qualità. Può metterti un pallone perfetto, però se la squadra deve pressare per lui è difficile arretrare 40 metri per attuarlo. Dipende dalla forza delle rivali che affronteremo. In questo momento la Roma non può basarsi sulla carriera di un elemento. Ora come ora dobbiamo raschiare il fondo del barile. Solo così possiamo risollevare il livello della squadra e cominciare a ragionare in maniera diversa. Fino ad allora non c’è spazio per i sentimenti: solo lavoro, solo la forza, solo la gara”.

Crede che lo capirà?
“Non lo so, svolgo il mio lavoro. Rispetto molto la sua storia, le sue qualità però a me servono i risultati”.

Vede De Rossi meglio come centrocampista o come difensore?

“Può fare ambo le cose. Ha 31 anni è nel pieno della sua maturità. Ho a disposizione molti buoni centrocampisti e devo bilanciare il tutto”.

In attacco Salah è il suo giocatore più in forma:

“Mi sarebbe dispiaciuto non averlo a disposizione. Ha molte qualità è un ragazzo molto buono che ti può cambiare la gara con una giocata. Il Madrid ne ha diversi così”.

 

 

Fonte: AS

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