Rassegna Stampa

Spalletti trova Oddo - A Roma è già aria di derby

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-11-2016 - Ore 07:37

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Spalletti trova Oddo - A Roma è già aria di derby

LA GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI - È il Pescara ma sa di derby. Perché c’è l’accostamento cromatico, la tempistica, un calendario complice e due protagonisti, Luciano e Massimo, che il derby l’hanno giocato, vinto, perso, comunque vissuto da protagonisti. Derby è già un po’ oggi, a Roma, Olimpico. Roma-Pescara, Spalletticontro Oddo, lì dove Luciano allunga lo sguardo verso la Juventus capolista ma pure un po’ più in là, alla sfida con la Lazio in calendario domenica l’altra, la prima di dicembre, quasi 10 anni dopo un’altra storia. Oddo quella sera – 10 dicembre 2006 – firmò su rigore uno dei gol del 3­-0 con cui la Lazio fece passare una notte agitata alla Roma di Spalletti, la vittoria più larga di sempre dei biancocelesti in una stracittadina di A, il bagno al Fontanone di Delio Rossi e via così. Non un giorno banale: per dire, Oddo un mese dopo sarebbe andato al Milan, entrato a via Turati chiese a Galliani il numero 30 in omaggio a quel 3­0, ma fu costretto a rinunciare solo perché la maglia era già occupata.

PIÙ PERSONALITÀ – «Però adesso per me ora conta solo il Pescara e la salvezza», dice oggi Massimo. E no che non sbaglia, oltre ogni ragionevole pensiero retrodatato. Oltre ogni pensiero che frulla pure nella testa di Spalletti, che nel dubbio però non affretta i recuperi di Manolas ed El Shaarawy – non sia mai nasca un intoppo più grande – e prosegue dritto alla ricerca della felicità, che si traduce in un inseguimento perenne alla Juventus, finita sette gradini più su. La ricetta della «cattiveria bianconera» – perché questa è la differenza che tutti alla Roma, da Totti in giù, sottolineano tra la Juve e i giallorossi – a Trigoria ancora non l’hanno trovata. Spalletti però offre un’altra chiave di lettura: «Penso sia difficile “allenare” la cattiveria – spiega il tecnico toscano –. O forse si può farlo non parlandone. Perché altrimenti vai a stimolare un difetto che viene soprattutto dal pensiero: se metti troppa attenzione su un gesto tecnico, è proprio in quel momento che finisci per sbagliare». Il silenzio è d’oro, allora. Diverso, però, lo stimolo che Spalletti offre ai suoi giocatori: «Sulla personalità possiamo fare di più, dobbiamo fare maggiore attenzione, è un modo di essere che ti può portare vantaggi».

TORNA TOTTI – Magari un vantaggio potrà essere anche ritrovare in panchina dopo un mese – ultima presenza il 26 ottobre – Totti, che a Sky ha confessato: «Fossi io l’allenatore della Roma, giocherei con il 4­-2-­-3­1 alla Spalletti». Sarà così anche stasera contro il Pescara: «Se vuoi che le cose siano facili, falle difficili. Si dice così no?», chiede il tecnico giallorosso. «I cali di tensione sono una mia responsabilità, da presidente vorrei un allenatore che la pensi così. E da allenatore vorrei dei giocatori che credano di poter incidere sul risultato. In passato non c’è riuscito nessuno? Vero, questo crea un po’ di timore… ma se la Roma mi richiamasse, io tornerei qui lo stesso». Stress da derby compreso.

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT-STOPPINI

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