Rassegna Stampa

Spunta la Salernitana. Lotito: «Soltanto bugie»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-05-2015 - Ore 07:00

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Spunta la Salernitana. Lotito: «Soltanto bugie»

IL TEMPO - SCHITO – Si prospetta l’ennesima estate movimentata per il calcio italiano. L’indagine «Dirty Soccer», portata avanti dalla Procura di Catanzaro, si starebbe allargando a macchia d’olio. Dalle perquisizioni dei giorni scorsi, emergerebbero altre cinque partite potenzialmente combinate e su cui gli inquirenti di Catanzaro starebbero indagando, dopo aver concluso la prima fase dell’inchiesta sul calcioscommesse. Se le indiscrezioni venissero confermate, tali gare metterebbero nei guai altre tre squadre: la Salernitana del patron Claudio Lotito, promossa direttamente in Serie B dopo aver vinto il girone C di Lega Pro, il Benevento, inserito nello stesso girone della Salernitana e l’Ascoli, appartenente al girone B, entrambe eliminate dalla corsa alla serie cadetta perché sconfitte durante i Play Off. Gli investigatori della squadra mobile di Catanzaro e del Servizio Centrale Operativo sarebbero arrivati a queste ulteriori cinque partite ascoltando le telefonate di alcune delle cinquanta persone fermate e degli indagati che avrebbero affermato di aver avuto notizie da soggetti terzi sulla possibilità di scommettere sulle gare combinate. Le soffiate sarebbero arrivate da circa una decina di calciatori e dirigenti. Oltre a queste telefonate, durante le perquisizioni effettuate nella giornata di martedì contestualmente all’esecuzione del cinquanta fermi disposti, la polizia avrebbe scovato alcuni «pizzini» nei quali venivano indicati quote, nomi di squadre e modalità per effettuare le giocate e soprattutto per evitare di concentrare somme troppo elevate sulle singole partite, cosa che avrebbe fatto abbassare la quota e destato sospetti. In uno di questi «pizzini», oltre alle «solite» indicazioni, sarebbe stata trovata la scritta «Se ci beccano, ci arrestano». L’obiettivo delle perquisizioni era trovare tablet e smartphone: secondo gli investigatori, alcune fasi delle trattative per accordarsi sulle combine sarebbero avvenute attraverso messaggi e, in particolar modo, attraverso whatsapp.  

Sono arrivate immediatamente le smentite dei protagonisti di queste indiscrezioni che ancora devono trovare riscontro nella realtà: «Non ho niente da dire, parlo con i fatti: vado avanti come un treno sulla strada del lavoro e dei risultati – le parole del presidente della Lazio e patron della Salernitana, Claudio Lotito – è evidente che sto cogliendo nel segno. Tutto queste bugie non mi interessano, rispondo alla mia coscienza. La Salernitana? I pizzini? Ma non scherziamo… Qui si diffondono cose senza un reato contestato, chiaro che se ne occuperà il mio avvocato ma quanto danno è già stato fatto?». Netta anche la replica dell’Ascoli che, attraverso il suo sito ufficiale, dichiara «l’assoluta estraneità sua e dei propri tesserati a qualsiasi forma di scommessa. L’Ascoli Picchio non è stata in alcun modo chiamata in causa dalla magistratura in merito all’attuale inchiesta e sottolinea che, come forma assoluta di prevenzione, a inizio stagione aveva fatto sottoscrivere ai propri giocatori un documento dove si vietava tassativamente ogni forma di scommessa, pena la risoluzione anticipata del contratto».

Rodolfo Ruperti, dirigente della squadra mobile di Catanzaro, conferma solo in parte le indiscrezioni: «Abbiamo acquisito materiale utile alle indagini. Le attività investigative fin dall’inizio sono state a largo raggio, appariva chiaro dalle intercettazioni il riscontro di possibili mire espansionistiche sulla Serie B».

Fonte: IL TEMPO - SCHITO

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