Rassegna Stampa

Lo Stadio della Roma all'esame della conferenza dei servizi: a decidere non sarà Berdini. Pallotta avrà un'arma contro i ritardi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-06-2016 - Ore 23:05

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Lo Stadio della Roma all'esame della conferenza dei servizi: a decidere non sarà Berdini. Pallotta avrà un'arma contro i ritardi

Dopo mesi di fitte nubi di incertezza che si sollevavano minacciose sul progetto del nuovo stadio della Roma, Il quadro relativo alla situazione di quella che sarà la nuova casa giallorossa, è ora più chiaro. Nonostante l'opposizione dei nuovi amministratori della città, l'assessore all'Urbanistica Berdini su tutti, questo matrimonio s'ha da fare. Le carte definitive del progetto Stadio della Roma potranno ora essere visionata nella conferenza dei servizi della Regione Lazio. Inoltre, il presidente James Pallotta ha un'arma in più per difendersi da eventuali ritardi burocratici.

Pubblichiamo qui di seguito l'articolo integrale del Sole 24 Ore, che in parte avevamo riportato stamattina:

SOLE 24 ORE - Disco verde per lo stadio della Roma. L'iter procedurale per dare il via ai lavori della nuova casa dei giallorossi a Tor di Valle ha ricevuto il via libera dagli uffici comunali. Può partire adesso la conferenza dei servizi che porterà, in caso positivo e dopo 180 giorni, l'approvazione del progetto definitivo in conferenza di servizi. A dichiararlo a «Edilizia e Territorio» è stato l'assessore all'Urbanistica in pectore, Paolo Berdini: «Mi dicono che la documentazione è stata analizzata e approvata dagli uffici comunali. I dirigenti mi hanno comunicato che giuridicamente e tecnicamente è tutto in ordine e quindi il dossier è stato formalmente trasmesso alla Regione Lazio per l'avvio della conferenza dei servizi. Se veramente le cose stanno così - ma io non ho visto il provvedimento - lo stadio della Roma non è più una questione comunale e del mio assessorato. Ora il procedimento dipende solo dalla Regione».

Il visto di conformità del Comune arriva a distanza di un mese dalla consegna del progetto definitivo da parte della Roma (composto da circa 70mila pagine di relazioni, tavole e progetti), comprensivo di modifiche richieste dalla precedente giunta Marino e che sono state analizzate e validate dalla società Inarcheck proprio per facilitare il lavoro dei tecnici comunali.

Nei giorni scorsi avevano generato polemiche le affermazioni di Berdini, che aveva dichiarato in un'intervista a Radio Radicale «che lo stadio è uno scempio» per poi correggere il tiro con un «nessun pregiudizio verso l'impianto» sostenuto anche dallo stesso Movimento 5 Stelle («lo stadio è un'opportunità»).

Tecnicamente il Campidoglio, per bloccare l'operazione, avrebbe dovuto approvare una nuova delibera contro la pubblica utilità motivando progettualmente e giuridicamente la decisione. Ma questo avrebbe esposto il Comune a una richiesta di risarcimento danni da parte della Roma (annunciata nei giorni scorsi dal direttore generale Mauro Baldissoni) in caso di stop della procedura.

Tutta la documentazione è stata invece approfondita dagli uffici tecnici con esito positivo ed è pronta per essere analizzata dalla conferenza dei servizi che dovrà comunque sciogliere la questione cubature, ritenute eccessive dai nuovi amministratori capitolini, mentre è chiaro il quadro economico dell'operazione.

Le opere private per lo stadio e il business park ammontano a 1,211 miliardi (di cui 211 milioni per spese tecniche e di progettazione), quelle per le infrastrutture a 445,1 milioni (57,1 milioni per la progettazione) suddivise in opere a compensazione (asse di collegamento Ostiense-A91, ponte carrabile sul Tevere e viadotto di approccio, svincolo autostradale Roma-Fiumicino, riunificazione e messa in sicurezza Ostiense, ponte ciclopedonale Magliana, stazione Tor di Valle con ponte, metro B e messa in sicurezza del fosso di Vallerano) per 266 milioni; opere a standard (parcheggi a raso, multipiano, circolazione interna, passerella pedonale, verde pubblico e sistema smaltimento acque idrovore) per 154 milioni; opere da realizzare con contributo di costo di costruzione (parco fluviale Ovest, pontile Est-pontile Ovest, intervento su via dei Dasti, videosorveglianza) per 23,8 milioni. Il totale dell'operazione è di 1,656 miliardi, completamente a carico dei privati.

La legge sugli stadi prevede che in caso di superamento dei tempi da parte degli enti pubblici, «il presidente del Consiglio dei ministri, su istanza del soggetto proponente, assegna all'ente interessato 30 giorni per adottare i provvedimenti necessari. Decorso inutilmente questo termine, il Consiglio dei ministri, al quale è invitato a partecipare il presidente della regione interessata, previo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, adotta entro 60 giorni i provvedimenti necessari». Una carta in più, questa, che il presidente dei giallorossi James Pallotta potrà giocarsi in casi estremi anche se il percorso di realizzazione dell'impianto sembra ormai indirizzato verso un esito positivo.

I numeri dello stadio a Tor di Valle 
Lo stadio potrà contenere 52.500 posti espandibili fino a 60mila. La progettazione è curata da architetti di livello internazionale come Dan Meis, Daniel Libeskind e Andreas Kipar. Coinvolti oltre 500 professionisti appartenenti a 50 studi specialistici. Nel business park sono previsti tre grattacieli ed edifici ecosostenibili (Leed gold). 
Sono oltre 63 gli ettari di verde pubblico, il secondo polmone di Roma dopo Villa Pamphili, con 9mila alberi piantati e 11 km di piste ciclabili. Un intervento che potrà dare lavoro fino a 4mila persone tra operai e impiegati.

Fonte: Sole 24 Ore - Alessandro Lerbini e Massimo Frontera

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