Rassegna Stampa

Stadio della Roma, Esposito e Caudo scontro sui trasporti “Si pensi ad oggi”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-09-2015 - Ore 08:09

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Stadio della Roma, Esposito e Caudo scontro sui trasporti “Si pensi ad oggi”

LA REPUBBLICA - BOCCACCI/LUPIA - Sul nuovo stadio della Roma ora è scontro anche tra assessori. Non basta che la procura abbia acquisito i documenti riguardanti il progetto per un presunto rischio idrogeologico che incombe sull’area dove dovrebbe sorgere l’impianto giallorosso.

Ieri in un’assemblea con i cittadini l’assessore capitolino all’Urbanistica, Giovanni Caudo, lancia l’aut aut: «Se non ci sono 16 treni l’ora lo stadio non apre». E scoppia una polemica con il responsabile alla Mobilità, Stefano Esposito, reduce da una due giorni di scontri per il caos trasporti nella Capitale ma anche protagonista di un caso per una frase sulla squadra romanista (“ero ultrà della Juve e gridavo Roma merda”).

«Ognuno faccia il suo mestiere» ribatte«Lo stadio della Roma è una grande opportunità, ma ora le priorità sono altre. Prima pensiamo a far funzionare le corse di tutti i giorni ». Ma le polemiche non finiscono. In serata nel corso della presentazione di un libro del capogruppo di Sel Peciola, il vice presidente della Regione Smeriglio attacca Esposito: «Vai a trovare nella giunta Marino un assessore romano che un pochino conosca la città. Invece arrivano gli ultra da calcio-balilla».

Intanto l’Atac ha dato parere negativo sulla possibilità di realizzare una seconda diramazione della linea B della metro, come invece previsto dalla delibera con cui l’assemblea capitolina ha dato il via libera al progetto. E la palla passa ora alla conferenza dei servizi, che potrebbe prevedere il rafforzamento della Roma-Lido, per sopperire al prolungamento della metro B e quindi accogliere le circa 20mila persone previste. «Se si dovesse prevedere questa opzione» spiega Caudo «la Regione si fa carico di garantire i 16 treni l’ora su quella tratta ».

Nel frattempo bisogna fare i conti anche con il fascicolo aperto dalla procura sul rischio idrogeologico paventato da Sel in un’interrogazione parlamentare. Ancora Caudo: «Proprio in base alla relazione dell’Autorità di bacino, del luglio 2014, sono aumentate da 2 a 5 milioni di euro le previsioni di intervento sul rischio idraulico».

E nel frattempo gli ambientalisti non demordono. Italia Nostra e Legambiente rimangono «contrari a una speculazione edilizia».

 

Fonte: La Repubblica - Boccacci/Lupia

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