Rassegna Stampa

Stadio Roma, lite Berdini-Regione

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-09-2016 - Ore 09:09

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Stadio Roma, lite Berdini-Regione

REPUBBLICA - MONACO - Prima l’attesa infinita per l’invio della documentazione alla Pisana, spedita solo l’ultimo giorno utile per legge. Ora il braccio di ferro sulla dichiarazione di pubblico interesse: è scontro aperto tra Regione e Comune sull’iter di approvazione dei lavori per la costruzione dello stadio della Roma, a Tor di Valle. Ad alzare i toni è stato l’assessore comunale all’Urbanistica, Paolo Berdini, che ha risposto con parole infuocate alla lettera inviata ieri dalla Regione per richiedere l’eventuale parere contrario alla pubblica utilità in vista della discussione finale del progetto in conferenza dei servizi, a partire da martedì prossimo. Del resto il Comune, se si eccettuano gli attacchi poi ritrattati proprio di Berdini («quello stadio è uno scempio da fermare a tutti i costi», disse il 25 giugno scorso), non si è mai pronunciato apertamente sull’opera da 1.656 miliardi che dovrebbe nascere sui terreni di Parnasi. L’aula sarà chiamata a farlo quando si tratterà di votare la variante al piano regolatore, un atto necessario per poter posare la prima pietra, trascorsi i 180 giorni dall’avvio della conferenza.

«Apprendo con vero stupore che la Regione pretende la formalizzazione dell’esistenza dell’interesse pubblico entro il 6 settembre, cioè in sole 24 ore passando per la commissione competente e l’assemblea capitolina: forse il rientro dalle ferie è stato traumatico», sottolinea sarcastico l’assessore. Poi rimarca la posizione del Campidoglio. «Il parere è già stato espresso nella precedente consiliatura (Marino, ndr) — ricorda — Se la Regione ritiene che la nuova assemblea debba confermare o smentire il precedente parere, deve chiederlo formalmente e concedere un congruo lasso di tempo». Secca la risposta della Pisana: «È una verifica che devono fare i competenti uffici capitolini e non l’assemblea, che già si è espressa».
La legge nazionale sugli stadi non è chiara in merito, ma in ogni caso la presenza o meno dell’atto non impedirebbe l’avvio della conferenza. Tuttavia la lettera della Regione nella quale si invitava il Campidoglio a uscire allo scoperto e a «esplicitare, entro il 6 settembre un’eventuale mancanza d’interesse pubblico » ha suscitato le ire di Berdini. «In assenza di una formale espressione di contrarietà — precisava ancora la lettera — si procederà alla convocazione della Conferenza dei servizi per esaminare con tutti i soggetti la documentazione pervenuta». Un’attribuzione di responsabilità che ha spinto Berdini a precisare ancora che «il Comune ha più volte sostenuto che la conferma dell’interesse pubblico debba essere espressa in forma collgiale prima dell’apertura della conferenza». Il braccio di ferro continua.

Fonte: REPUBBLICA-MONACO

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