Rassegna Stampa

Stadio Roma, Parnasi: “Vogliamo aprire il cantiere già nel 2014″

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-05-2013 - Ore 11:16

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Stadio Roma, Parnasi: “Vogliamo aprire il cantiere già nel 2014″

(Il Sole 24 Ore – E.Marchesini) Se si pensa ai costruttori romani, protagonisti di quel boom edilizio anni 60-70 che ancora oggi caratterizza il profilo della Capitale, la famiglia Parnasi entra a pieno titolo nelle cronache che vedono riuniti! Caltagirone, i Toti, gli Scarpellini, i Mezzaroma.

 

Ma ora a tenere banco è l’argomento stadio, il famoso stadio della Roma che solleva la curiosità generale, le cui stime si aggirano sui 200 milioni di euro. Alla guida di Parsitalia c’è oggi Luca Parnasi, giovane ed energico rappresentante delle nuove generazioni del real estate italiano, innamorato della “sua” Roma (ci vediamo in una bellissima loca-tion affacciata sul Colosseo) ma già proteso verso Milano.

 

Parliamo del famoso stadio della Roma a Tor di Valle. A che punto siete?

La realizzazione dello stadio della Roma per me, giovane imprenditore e antico tifoso romanista (d tiene a sottolinearlo, ndr) è un sogno. A parte il cuore, il progetto è d’importanza strategica per Roma che, per la prima volta dopo le Olimpiadi del 196o, realizzerà un impianto sportivo di questo valore. Inoltre è sicuramente un segnale importante perla Capitale: essere in grado di attirare importanti investimenti internazionali in un momento di crisi, con la grande opportunità di poter creare nuova occupazione e un forte impulso al sistema economico e produttivo. L’ideale sarebbe potere aprire il cantiere nel 2014 e inaugurare il nuovo impianto nel 2016.

 

Cosa è per lei esattamente la sostenibilità in campo immobiliare?

Individuare il punto di equilibrio fra l’equo ritorno economico di un investimento e la giusta redistribuzione al territorio in termini di servizi e di qualità della vita. Credo che un imprenditore edile abbia più di altri operatori in altri settori una responsabilità “sociale”. Quel che si costruisce resta. E tocca la vita della gente, nel vivere quotidiano. Qualità e prezzi accessibili diverranno il leit motiv dell’immobiliare del futuro e pertanto gli imprenditori del nostro settore dovranno adeguarsi a ricavi minori, innalzando il benchmark qualitativo del prodotto. Il “punto di equilibrio” si deve spostare a favore delle redistribuzione sociale: il mio non è un solo atteggiamento socialmente responsabile ma è frutto di un ragionamento necessario all’equilibrio economico del nostro sistema.

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