Rassegna Stampa

Storie di fischietti, sospetti e ristoranti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-11-2013 - Ore 07:57

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Storie di fischietti, sospetti e ristoranti

Dopo due deludenti partite in casa la Roma tornerà a giocare in trasferta nel profondo nord, a Bergamo. Ad arbitrarla sarà Damato di Barletta, che tra i suoi due arbitri addizionali (o di porta, che dir si voglia) avrà anche Banti di Livorno. In pratica, dunque, domenica si ricostituirà, ma a ruoli invertiti, l’allegra brigata del fischietto che proprio nell’ultima trasferta di campionato dei giallorossi, a Torino contro i granata, pesò gravemente sul risultato con le sue decisioni più che dubbie. Ed entrambe a sfavore della Roma.

Ci riferiamo, ovviamente, al fallo di Meggiorini su Benatia nell’azione che portò all’1-1 del Toro e che non fu rilevato da Banti (quella sera nella veste di arbitro centrale) e a quello di Darmian su Pjanic che poteva fruttare alla Roma il rigore del possibile 2-1, ma che non fu non valutato come tale né dallo stesso Banti, nè da Damato, nella circostanza arbitro di porta dell’area del Torino e dunque più vicino di tutti all’azione incriminata. Senza parlare del successivo fallo di Bellomo su Maicon che avvenne proprio di fronte agli occhi di Damato, che non ritenne necessario segnalarlo a Banti.

Indipendentemente dal fatto che l’intervento fosse avvenuto dentro o fuori area il fallo c’era, ma alla Roma non venne accordata neppure la semplice punizione dal limite. Dopo questo brutto e recente precedente è chiaro che la ricostituzione della coppia di arbitri per la trasferta di Bergamo ai romanisti sembra un curioso incrocio di destini in una strana storia, fatta di fischietti, sospetti e ristoranti. Anche se stavolta, visto che la partita si gioca di pomeriggio, più che di questi ultimi sarebbe più giusto parlare di bar o caffè dove prendere il thé delle cinque.

Forse sarebbe stato meglio far passare più tempo prima di rimettere accanto Damato e Banti in una gara dei giallorossi, che essendo esseri umani arriveranno inevitabilmente a Bergamo con qualche pensiero di troppo sapendo di ritrovarseli di fronte, ma anche con la speranza di avere da loro un trattamento più equo di quanto ebbero a Torino. Equo, meglio specificarlo, non significa favorevole, ma giusto e che nel dubbio non si decida sempre e solo contro la Roma, come è avvenuto nelle ultime tre gare che ha pareggiato.

Fanno una prova, ma tre forse sì e anche abbondante, è chiaro che se anche a Bergamo fosse penalizzata per la quarta volta consecutiva a Trigoria sarebbero autorizzati a cominciare a pensar male. Che magari si fa peccato, ma alla fine ci si azzecca. E il copyright sapete a chi appartiene.

Fonte: Il Tempo - Bovaio

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