Rassegna Stampa

Striscione Regeni frenata del club: imbarazza Salah

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-04-2016 - Ore 07:08

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Striscione Regeni frenata del club: imbarazza Salah

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Un omicidio, troppi misteri e qualche imbarazzo. Il caso Regeni comincia ad assumere una valenza di un certo peso anche nel mondo del calcio. Due giorni fa infatti – sull’onda dell’indignazione popolare nata dalle frizioni tra Italia ed Egitto relative alle indagini sull’omicidio del giovane ricercatore triestino avvenuto al Cairo – è filtrata la notizia che la Lega di Serie A, sposando una richiesta di Amnesty International, stava pensando a una iniziativa di solidarietà per Regeni. Ovvero, per la 35a di campionato, in programma nel prossimo fine settimana, far entrare le squadre in campo con lo striscione: «Verità per Giulio».

modalità diverse Ma a dimostrazione di quanto il tema sia delicato, ieri sono arrivate le dichiarazioni di Abo Rida, vice presidente della Federcalcio egiziana e membro del comitato esecutivo della Fifa (tra l’altro tra gli interrogati nell’inchiesta sui recenti scandali). «La Roma ha chiesto di non partecipare alla campagna per evitare di mettere il suo calciatore in imbarazzo – ha detto a Sada El-Balad Channel – Io ho parlato personalmente con Salah, che mi ha confermato tutto. Peraltro questa campagna non viola nessuna regola Fifa perché non mostra nessuna discriminazione contro persone o Stati». Proprio vero, ed è per questo che il club fa sapere di voler partecipare, ma di aver chiesto modalità diverse. Infatti, già ieri filtrava che la Lega, per evitare problemi, possa autorizzare sì l’ingresso negli stadi dello striscione, ma portato da bambini oppure far apparire la scritta sui maxi-schermi, magari con scelte discrezionali da parte dei club. Detto che la Roma, grazie proprio a Salah – simbolo del calcio mediorientale e legatissimo al suo Paese – ha in piedi una trattativa di partnership col Ministero del Turismo egiziano (ora inevitabilmente rallentata), il caso sembra destinato a lievitare. Un peccato, anche perché persino il presidente egiziano Al Sisi la scorsa settimana ha chiesto «verità per Giulio». Niente di più, ma niente di meno.

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI

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