Rassegna Stampa

Striscioni offensivi e minacce in curva. La Procura apre un’inchiesta

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-05-2014 - Ore 07:29

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Striscioni offensivi e minacce in curva. La Procura apre un’inchiesta

Ancora scritte di sostegno a Daniele De Santis, questa volta a Monteverde.Una protesta che monta negli ambienti ultrà giallorossi, accompagnata dagli striscioni e dai cori a favore del romanista in carcere, secondo l’accusa, per aver tentato di uccidere a colpi di pistola tre tifosi napoletani il 3 maggio scorso a Tor di Quinto.

 

Proprio su quegli striscioni comparsi domenica pomeriggio all’Olimpico durante Roma-Juve (ce n’era anche uno con la scritta «Napoletano infame») – in un clima surreale con la curva Sud praticamente in silenzio – la procura ha aperto un’inchiesta mentre il giudice sportivo ha multato la società giallorossa per 50 mila euro.

 

Il pm Eugenio Albamonte è in attesa della relazione della Digos su quanto accaduto ancora una volta allo stadio e soprattutto nella Sud dove, come descritto ieri su alcuni social network, ci sarebbero state intimidazioni al resto degli spettatori proprio per non tifare. Anche su questo punto sono in corso indagini da parte della polizia con l’aiuto delle telecamere.

 

Gli stessi accertamenti sono in corso per le scritte scoperte domenica mattina a Porta Portese fra le quali spiccava «Ciro boom!», contro Ciro Esposito, il tifoso napoletano colpito da uno dei proiettili esplosi a Tor di Quinto e ancora in gravi condizioni al Policlinico Gemelli. Proprio ieri il padre di Ciro ha detto «è vergognoso quello che sta succedendo intorno a mio figlio. Spero che nessuno se ne lavi le mani come Ponzio Pilato», mentre la madre se l’è presa con il sindaco Marino: ««Ci stupisce il fatto che non si sia mai presentato qui da Ciro, nè abbia mandato un delegato. Sarebbe un dovere del sindaco – ha aggiunto – dare un segno di solidarietà a un ragazzo aggredito nella sua città».

 

Critico anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris per il quale «dobbiamo reagire con superiorità, dare una grande prova di superiorità morale, di passione e orgoglio senza cedere a provocazioni, dobbiamo dimostrare di essere superiori non solo in campo ma anche sugli spalti e fuori. Napoli e Roma sono due città vicine e lo saranno ancora di più con la nascita delle città metropolitane, si toccheranno praticamente. Quindi è assurdo questo astio così forte». E intanto gli avvocati di De Santis, Tommaso Politi e Michele D’Urso , hanno deciso di chiedere l’incidente probatorio al gip sulla pistola Benelli usata contro gli ultrà azzurri per cristallizzare le prove: impronte digitali, tracce biologiche, polvere da sparo (lo stub non è positivo) e provenienza dell’arma.

Fonte: corsera

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