Rassegna Stampa

Strootman smania, ora vuole giocare. Spalletti ci pensa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-04-2016 - Ore 09:39

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Strootman smania, ora vuole giocare. Spalletti ci pensa

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Che scalpiti per giocare non è una novità. Che rappresenti una pressione costante su Spalletti è un fatto delle ultime settimane. Kevin Strootman sembra stanco della panchina, convinto di aver bisogno di riprendere a scendere in campo con continuità per ritrovare la brillantezza che gli manca, visto che clinicamente è ormai completamente guarito.

«Fa sempre più contrasti, si arrabbia sempre di più, dite giusto quando dite della sua faccia: incute timore. Lotta per una punizione e per qualsiasi cosa gli vada contro durante la partitina. È spettacolare ». Così parlava Spalletti del centrocampista alla vigilia della partita con l’Inter. Da allora, però, ancora tanta panchina per Kevin, che durante la Pasqua ci ha tenuto a postare una sua foto nella palestra di Trigoria, sottolineando sui social come fosse al lavoro nonostante il giorno libero. Contro il Bologna, lunedì sera, mancherà lo squalificato Nainggolan e Strootman sente odore di maglia, magari quella da titolare, oppure di riserva da utilizzare almeno per un tempo. Vorrebbe mettersi alla prova, l’olandese e Spalletti ci sta pensando. Durante la sosta per le nazionali il tecnico ha osservato bene il ragazzo, ha studiato i dati dei test fisici e ha paura che per aiutare il reinserimento di un uomo così importante, rischi di rallentare la corsa della squadra. Un po’ il discorso fatto nelle ultime gare per De Rossi.
Chissà che questa volta il mister possa concedere un’occasione all’olandese, che vorrebbe riconquistare la maglia giallorossa e quella della sua nazionale. Ma un ritorno nell’Olanda passa da una maggiore continuità nel club di appartenenza. Chi giocherà invece col Bologna è Manolas. Il difensore, sul sito della Roma, ha spiegato che «il miglior compagno di squadra con cui ho giocato è Totti: è completo, fortissimo, da prendere a esempio totale. L’avversario più difficile? Sicuramente Ibrahimovic, l’ho incontrato con l’Olympiakos in Champions».

Fonte: LA REPUBBLICA - FERRAZZA

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