Rassegna Stampa

Sulle divise non si gioca

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-10-2016 - Ore 09:22

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Sulle divise non si gioca

IL TEMPO – SERAFINI - Capire qual è il limite tra il buon senso e il rispetto delle regole è diventato un esercizio ormai troppo complicato nel battagliero botta e eisposta capitolino tra tifosi e istituzioni. Così anche la goliardia e un pizzico di sana ironia possono diventare motivo di nuove polemiche e, perchè no, anche di nuove sensazioni. Probabilmente non se lo aspettavano quei due tifosi di Curva Nord, che durante la sfida dell'Olimpico tra Roma e Sampdoria, hanno deciso di esporre sulle balaustre dell'impianto due immagini simbolo della romanità: tra l'incorruttibile Otello Celletti, il famoso vigile interpretato da Alberto Sordi e l'altrettanto famosa veste di Gigi Proietti in Febbre da Cavallo, è sbucato anche lo striscione della discordia. Un significativo "Multras" per chiarire le immagini esposte e per indirizzare un chiaro riferimento alle forze dell'ordine che da circa due anni a questa parte hanno puntato il dito sui tifosi di Roma e Lazio con rigide regolamentazioni adottate all'interno dell'impianto.

D'altronde, anche se il contenuto del messaggio (con relative immagini) puó risultare simpatico ed azzeccato (e lo è assolutamente), le legi da stadio non prevedono sconti. Come puntualmente spiegato nei verbali recapitati ai due responsabili: "In Curva Nord un tifoso è stato ripreso dalle telecamere dell'impianto sportivo mentre esponeva uno stendardo orizzontale. Si giova precisare che la suddetta immagine veniva posta immediatamente dopo altro striscione con su scritto "MULTRAS", quindi il tifoso ha contravvenuto al Regolamento d'Uso dello stadio Olimpico poichè il materiale non era stato autorizzato dal GOS; pertanto è stato sanzionato con 167 euro di multa". Gli stessi che una cinquantina di sostenitori arrivati negli ultimi mesi all'Olimpico da ogni parte dell'Italia, saranno costretti a pagare per non aver rispettato il proprio posto assegnato, sostando in aree proibite dello stadio destinate in caso di emergenze al passaggio delle forze dell'ordine o degli addetti al primo soccorso. Motivazioni sicuramente più affini alla garanzia della sicurezza, ma che rischiano comunque di finire all'interno di un calderone che nel giro di pochi mesi ha lasciato crollare le presenze dei romani allo stadio e inevitabilmente distrutto la passionalità e lo sfottó che da sempre li ha contraddistiniti.

Ma tutto il mondo è paese e ognuno a suo modo puó ricercare sempre un nuovo motivo di critica. Spesso leggittima. Proprio un paio di giorni fa il Casms, l'osservatorio del Viminale sulle manifestazioni sportive, ha ufficializzato il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nel Lazio per la sfida di sabato tra Napoli e Roma. Un passaggio ritenuto obbligatorio per la tensione accumulata tra le tifoserie dopo la tragica morte di Ciro Esposito, ma che ha sollevato dubbi e accuse di contraddizione soprattutto tra i partenopei. Se i romanisti non possono venire per quale motivo la gara si disputerà sabato alle 15, in un orario inconsueto e scomodo per molti? Neanche i vigili interpretati dagli straordinari faccioni di Sordi e Proietti avrebbero potuto rispondere.

Fonte: Il Tempo - Serafini

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