Rassegna Stampa

Svastica in campo, la Croazia punita con un punto di penalizzazione

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-07-2015 - Ore 07:07

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Svastica in campo, la Croazia punita con un punto di penalizzazione

CORRIERE DELLA SERA - DE CAROLIS - Aveva ragione il presidente della Federcalcio Davor Suker ad aver paura della decisione della commissione disciplinare dell’Uefa. La Croazia paga in modo pesante l’ultimo sfregio dei suoi tifosi al calcio europeo. Un punto di penalizzazione, le prossime due partite a porte chiuse, 100 mila euro di multa e il divieto di giocare a Spalato. Tanto è costata la svastica (nella foto) apparsa il 12 giugno scorso sul campo dello stadio Poljud in occasione del match contro l’Italia, finito 1-1. La Croazia resta comunque al comando del Gruppo H, valido per le qualificazioni a Euro 2016, con 13 punti, uno in più degli azzurri. «È un altro duro provvedimento nei nostri confronti per colpa degli hooligans», ha spiegato la federcalcio, commentando la decisione dell’Uefa che ha voluto punire «il comportamento razzista». Il match contro l’Italia del 12 giugno scorso si giocava già a porte chiuse, perché i tifosi croati erano recidivi. Prima gli incidenti a San Siro nella gara d’andata contro gli azzurri (sospesa due volte), poi i cori razzisti nella partita con la Norvegia. A Spalato la svastica era visibile nella metà campo dove gli azzurri attaccavano nel primo tempo. Nella ripresa i giardinieri avevano tentato di coprirla, ma con scarso successo. Il simbolo nazista sarebbe stato disegnato la notte prima della partita da alcuni ultrà per protestare contro la federazione, imbarazzare i dirigenti e costringere l’Uefa a comminare sanzioni. La Croazia da tempo deve fare i conti con un’ala della tifoseria di estrema destra che si richiama agli Ustascia, un movimento nazionalista alleato dei nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Non è la prima volta che gli ultrà croati inneggiano agli Ustascia. Nel 2014 Josip Simunic non potè partecipare al Mondiale del Brasile perché squalificato per 10 giornate dalla Fifa. Per festeggiare lo spareggio vinto con l’Islanda, il difensore prese un microfono e dal campo aizzò la folla con uno slogan neonazista: «Alla guerra, alla guerra per la patria». «Siamo pronti», fu la risposta degli ultrà dagli spalti. Anche la svastica non è una new entry nel repertorio croato. Nel 2006 a Livorno, in un’amichevole contro l’Italia, circa 200 tifosi formarono una svastica umana in curva. 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - DE CAROLIS

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