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Svolta per la A: gli orari delle gare decisi dalle tv

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-08-2017 - Ore 09:09

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Svolta per la A: gli orari delle gare decisi dalle tv

LA GAZZETTA DELLO SPORT - IARA - Nel bando per i diritti tv esteri del 2018-21, appena pubblicato dalla Lega, c’è il germe di una piccola, grande rivoluzione: per la prima volta il broadcaster (o l’agenzia) licenziatario avrà la possibilità di scegliere l’orario delle partite del campionato. La novità è contenuta nei pacchetti Pick, che vanno assegnati obbligatoriamente in abbinamento al pacchetto principale delle dirette della Serie A: chi si aggiudica uno di questi due pacchetti (identici) potrà decidere in due occasioni per primo, in altre due per secondo e in altre due ancora per terzo la collocazione oraria di una partita a scelta, nelle giornate indicate dalla Lega (né infrasettimanali né ultimo turno). Nell’arco di una stagione, quindi, saranno 12 le partite il cui fischio d’inizio verrà deciso dal licenziatario dei diritti internazionali, con alcuni paletti: intervallo minimo di 48 ore tra due impegni della stessa squadra; nessun club potrà essere scelto più di due volte per ogni pacchetto Pick.

DE SIERVO – Lega e Infront puntano così a valorizzare i diritti della A e a massimizzare gli incassi con un’attenzione particolare alla Cina e al Medio Oriente, oltre che alle Americhe: l’idea è di collocare partite con un certo appeal (basti pensare all’esperimento del derby milanese alle 12.30 di sabato) negli orari più favorevoli per determinati territori del mondo. «Vogliamo rendere più internazionale il nostro calcio -spiega Luigi De Siervo, a.d. di Infront Italy -. E non è vero che lo si fa a discapito del mercato interno: con 8 finestre orarie l’appassionato può gustarsi tutta la A nell’arco del weekend». Il «diritto» dell’operatore di stabilire l’orario di una partita potrebbe essere replicato sul domestico: il bando sarà pubblicato in autunno dopo l’asta andata deserta a giugno, chissà che in futuro Sky, Mediaset o l’operatore X non possa decidere quando far giocare questa o quella partita.

TERRITORI – L’altra novità per l’estero è la vendita per aree geografiche. Sono 40 i pacchetti per la Serie A, con i 40 della Coppa Italia e gli altri collaterali (come quello per le comunità italiane all’estero) si arriva a 85. C’è sempre la possibilità per un singolo operatore di aggiudicarsi i diritti per tutto il mondo ma dovrà presentare un’offerta in grado di far saltare il banco. Gli altri pacchetti sono ripartiti per continente (5) e per Paesi singoli o in gruppo (34).

TEMPI – Sarà una vendita lunga. Si parte venerdì e ci sarà tempo fino al 15 settembre per formulare le offerte. Lega e Infront avranno la facoltà di aprire le trattative privatese i prezzi per uno o più pacchetti non fossero soddisfacenti. È presumibile che l’assegnazione avverrà tra autunno e inverno, in tempi diversi a seconda dei territori, come per la Champions: il termine è stato fissato al 16 gennaio, con possibile proroga al 14 febbraio.

OBIETTIVI – Il bando non presenta prezzi minimi, l’assemblea di Lega avrà mano libera. L’attuale ciclo 2015-18 ha fatto registrare dai diritti esteri un incasso medio di 186 milioni a stagione per il campionato, nel 2017-18 si arriverà a 200 milioni, più 31 per Coppa Italia e Super coppa. L’obiettivo di Infront per il 2018- 21 è di raggiungere i 300 milioni superando la Bundesliga che per il 2017-2021 incasserà 240 milioni annui e piazzandosi dietro la Liga (636 nel 2016-19). La Premier fa storia a sé con 1573 milioni nel 2016-19 e non potremmo avvicinarla neanche se facessimo scegliere alle emittenti gli orari di tutte le partite…

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT-IARA

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