Rassegna Stampa

Sì al Decreto. Ribellione dei club per i costi sicurezza, ma Renzi non molla

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-10-2014 - Ore 10:02

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Sì al Decreto. Ribellione dei club per i costi sicurezza, ma Renzi non molla

323 sì, 168 no, 9 astenuti. Così la Camera ha dato la fiducia al Governo sul decreto stadi, quello delle nuove misure antiviolenza (daspo più lungo, daspo di gruppo, ultras violenti perseguiti come si fa con i capi mafiosi), ma anche del contributo dei club ai costi per la sicurezza «sportiva». Un sì scontato, tappa finale di una giornata di parole pesanti: da una parte la scia del tweet di mercoledì di Renzi, «le spese per la sicurezza le devono pagare le società, non i cittadini»; dall’altra, i club scatenati con Andrea Abodi, presidente della Lega di B, a parlare di «demagogia e improvvisazione », e Maurizio Zamparini, il presidente del Palermo tradizionalmente refrattario a ogni frenata verbale, a invitare i «politici a pagare le loro scorte»Carlo Tavecchio, per la Figc, stigmatizza la «mancata consultazione » del mondo del calcio, ma ritiene prematuro ipotizzare una serrata che le stesse società ora escludono per i pesanti effetti collaterali.

6 o 25 milioni? Ma se il dado è tratto su quella forbice 1-3 per cento degli incassi di biglietteria (circa 6 milioni di euro) inseriti nel testo del decreto, sulla forza del «fantasma» dell’ordine del giorno che innalza a 25 milioni la richiesta ai club di A e B ci sono versioni contrastanti. Il testo depositato dal Pd Guerini e che il Governo farà certamente suo martedì (la giornata dedicata appunto agli ordini del giorno e al voto finale, poi ci vorrà anche il sì del Senato entro il 21 ottobre), impegna Palazzo Chigi a «valutare gli effetti applicativi della norma citata in premessa» (quella dell’1-3 per cento), «affinché siano adottate ulteriori iniziative normative volte a prevedere che la quota derivi da una percentuale applicata sui ricavi complessivi delle società professionistiche di calcio della serie A e B». I famosi 25 milioni. Che però diventano una seconda puntata più lontana e non una prospettiva da realizzare al primo traguardo utile (come nella prima versione). L’input renziano continua tuttavia a fare paura ai club. Che preparano contromosse e sperano che al Senato, dove la maggioranza è molto meno solida, i varchi per un «rincaro» del contributo siano strettissimi. La Serie A si riunirà in assemblea venerdì prossimo per studiare le contromosse: si va dal provocatorio «allora sopprimete le trasferte organizzate » alla richiesta di un parere per mettere in dubbio la costituzionalità del testo.

Juve-Roma da 70mila euro E mentre si fanno i conti in tasca pure… ad partitam — Juve-Roma di domenica impegnerà mille agenti e costerà allo Stato 70mila euro — la svolta viene benedetta dai sindacati di polizia. Ma sulla destinazione dei soldi delle società c’è pure un mezzo giallo perché ci sarebbe anche il rischio che la somma finisca nel «Fondo riassegnazioni del Tesoro» e non immediatamente al Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Italiani scettici Intanto le nuove misure anti-violenza partono in salita nella considerazione degli italiani. Secondo le ultime rilevazioni dell’Eurispes, addirittura il 60,7% continua a ritenere lo stadio un posto pericoloso, dove è meglio non portare i bambini. Numeri che fanno paura.

Fonte: GASPORT (M. IARIA / V. PICCIONI)

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