Rassegna Stampa

Tas amaro, per Platini è finita: “Non è giusto”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-05-2016 - Ore 08:01

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Tas amaro, per Platini è finita: “Non è giusto”

LA REPUBBLICA – BIANCHI - Ha perso l’ultima partita: ora non ci saranno calci di rigore, né supplementari a disposizione. Michel Platini chiude qui. C’est fini. Esce dal mondo del calcio, a soli 60 anni. Squalificato 8 anni nel dicembre scorso dal Comitato etico della Fifa (la richiesta era la radiazione) per quella consulenza da due milioni di franchi svizzeri al suo ex amico Sepp Blatter, primo taglio in appello (due anni in meno), altro taglio di due anni ieri dal Tas di Losanna. Ma non basta: con quattro anni di squalifica sulle spalle è fuori, si dimetterà presto dall’Uefa, la sua speranza era in una cancellazione o quasi della pena che gli permettesse di chiudere il mandato europeo nel 2019 e sfidare così il suo ex segretario (ed ex amico) Gianni Infantino per la presidenza della Fifa. Sono stati un italiano (Fumagalli), un belga e un francese che all’unanimità hanno messo la parola fine sulla storia di uno dei più grandi calciatori. «Vivo la decisione del Tas come una profonda ingiustizia. La durata della sospensione, guarda la coincidenza, mi impedirà di candidarmi alle prossime elezioni della Fifa... Ma continuerò la mia lotta presso i tribunali svizzeri per dimostrare la mia onestà. La vita mi ha sempre riservato belle sorprese, sono pronto a viverle» dice ora Platini, accusato (anche) di mancanza di pentimento e più che mai convinto di essere caduto in un tranello. Voleva comprare una squadra ma non potrebbe andare negli spogliatoi neppure a salutare i giocatori. Presto sarà a Nyon, a liberare l’ufficio che è stato suo dal 26 gennaio 2007. Blatter, che a Losanna ha difeso Michel tentando di difendere anche se stesso, ha «preso atto» della decisione dell’arbitrato: l’ex dittatore del calcio deve scontare 6 anni, anche lui è fuori da tutto.

L’Uefa rischia di spaccarsi: tutti contro tutti, Est (dove Putin ha voce in capitolo) contro Ovest dove l’Inghilterra conta poco e la Germania ha un nuovo presidente, un parlamentare legato al partito della Merkel. Il 18 l’esecutivo straordinario decide quando votare, di sicuro in autunno: ci saranno addirittura 4-5 candidati. L’olandese Michael Van Praag - che già voleva sfidare Blatter - ha un piccolo margine di vantaggio, ma non vuole dire nulla. In corsa ci potrebbero essere anche Zibì Boniek, amico ed ex compagno di Platini, adesso a capo della federazione di Polonia, poi lo spagnolo Villar, sfiorato però dallo scandalo Fifa, lo sloveno Ceferin, il greco Theodoridis che dai bookmakers viene dato a 11 come Giancarlo Abete, vicepresidente Uefa (ma non si candida anche perché la sua sintonia con la Figc è davvero scarsa). Non si escludono new entry. Bisogna fare in fretta, però: i club britannici spingono per la Superlega. Povero Michel, vogliono già rottamare la sua creatura, la Champions. Questione di soldi, tanto per cambiare.

Fonte: LA REPUBBLICA – BIANCHI

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