Rassegna Stampa

Tav parte dallo «choc» Conte e dalla libertà d'insulto ultrà

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-08-2014 - Ore 10:09

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Tav parte dallo «choc» Conte e dalla libertà d'insulto ultrà

Roma Parte l'era Tav. Primi atti del neopresidente, la nomina di Antonio Conte a commissario tecnico della nazionale azzurra (entrambi, presidente e ct, a scadenza a luglio 2016), la «depenalizzazione» della discriminazione territoriale (illecito che rappresentava una anomalia italiana rispetto a tutta Europa) alcune incombenze gestionali e organizzative.

Più o meno in contemporanea, a nemmeno un chilometro di distanza, Antonio Conte scende dall'Audi nera coupè ed entra nell'hotel Parco dei Principi dove oggi verrà presentato ufficialmente. Nella serata di ieri, l'incontro con il presidente e la firma dei due contratti: quello con la Figc e l'accordo con lo sponsor tecnico Puma, terza parte in causa che si accollerà una parte considerevole dell'ingaggio di Conte.

Nei saloni di via Allegri, sede Figc, il fantomatico Opti Pobà, calciatore sul cui attributo «mangiabanane» Carlo Tavecchio ha rischiato di rimetterci la presidenza federale, ormai è dimenticato. «Si è parlato subito della mia gaffe. Ho chiesto scusa, ma contano i fatti. Tra questi un provvedimento del sottoscritto che ha permesso a 12mila extracomunitari di giocare a calcio, gente che poi ha avuto ribalta professionistica» ha detto il neo presidente.

E allora i fatti. Il primo consiglio federale dell'era Tavecchio comincia dalla nomina di Conte. «Vorrei parlarne - dice Tav - dopo avere fatto firmare il contratto al nuovo ct. Per ora c'è solo un gentlemen agreement . Ma posso dire che Conte sarà uno choc positivo». L'ingaggio? «È in linea con la gestione precedente come impegno sul bilancio federale. La strategia non è cambiata. Conte assumerà anche la responsabilità di tutta la filiera delle Nazionali giovanili». Poi c'è il tema della lotta al razzismo e ad ogni forma di discriminazione. E per questo l'ex campionessa del salto in lungo, Fiona May, coordinerà una commissione specifica. «Se ne sa ancora poco», lamenta il presidente dell'Assocalciatori, Damiano Tommasi. Ma Fiona May è una «figurina» che - dopo le improvvide frasi di Tavecchio - serve alla federazione.

Cambia anche la norma sulla discriminazione territoriale che non è più illecito disciplinare. Le società risponderanno per insulti di secondo genere, «ma - spiega Tavecchio - con gradualità», e senza chiusura immediata delle curve. Solo nei casi più rilevanti, aggravati dalla recidiva, ci sarà la possibilità di veder adottato il provvedimento di chiusura delle curve. Una decisione che probabilmente solleverà ancora polemiche: punire con la chiusura di settori dello stadio i cori contro i napoletani o qualsiasi altro tipo di «discriminazione territoriale» è stata una norma sempre molto contestata, anche perché la Uefa, che fa da guida, non prevedeva nulla del genere.

Infine è rinviata a lunedì la decisione sulla ventiduesima squadra da ripescare in serie B. Approvati i criteri che escluderebbero squadre come Novara, Leccee Reggina. La Juve Stabia si sente favorita.

Quanto alle nomine: non è stato affrontato il discorso del direttore generale. mentre il team manager uscirà da uno «dei nomi del gruppo del 1982». In tema di governance il consiglio federale ha eletto i due vice-presidenti, Maurizio Beretta (vicario) e Mario Macalli. Nominato anche il nuovo comitato di presidenza: ne fanno parte, assieme a Tavecchio, Beretta, e i consiglieri Mambelli, Ulivieri e Lotito (con delega per le proposte di riforma dell'assetto normativo della Figc). Il presidente della Lazio, grande elettore di Tavecchio, aveva promesso un «passo indietro». Si occuperà della commissione più importante: quella che dovrà guidare la trasformazione del nostro calcio. Come in un valzer lento, è più che altro un passo a lato.

Fonte: ilgiornale.it

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