Rassegna Stampa

Tavecchio-Conte, l’ora del divorzio “Il prossimo ct ci costerà meno”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-03-2016 - Ore 08:14

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Tavecchio-Conte, l’ora del divorzio “Il prossimo ct ci costerà meno”

REPUBBLICA – CURRO’ – Gli azzurri giocheranno l’Europeo di giugno con un commissario tecnico reale – Conte, promesso sposo del Chelsea – e con un altro virtuale. Sarà uno tra Donadoni, Capello, Ranieri o Lippi a dovere guidare la Nazionale, tecnicamente impoverita, nella più difficile qualificazione del dopoguerra alla fase finale di un Mondiale: la data limite per la scelta è il 15 maggio, fine del campionato. Ieri il presidente della Figc Tavecchio ha dovuto ufficializzare la notizia che Conte gli ha comunicato venerdì scorso e che segna il tramonto dell’illusione, cullata dopo la disfatta del 2014, di avere scritturato il profeta della rinascita. «Mi ha detto che gli manca il richiamo del campo, la quotidianità dell’allenamento». Il richiamato ha confermato via facebook il richiamo di Abramovich, pur senza nominarlo e negando motivazioni economiche (a Londra guadagnerà più dei 4,5 milioni netti l’anno, incentivo dello sponsor Puma incluso, del record d’ingaggio per un ct azzurro). «Sento di dovere tornare a fare l’allenatore in un club». Sul tentativo del team manager Oriali di trattenerlo ha prevalso la Premier League di Guardiola e Mourinho. Negli ultimi tre mesi e mezzo di contratto con la Figc, l’era di Conte si accavallerà dunque con l’era del dopo Conte. Al successore toccherà una sfida durissima: il girone per Russia 2018 con la Spagna, oltre alle trappole Albania e Israele. Il secondo posto degli eventuali play-off, secondo il ranking Fifa, potrebbe portare al duello senza appello con una nobile decaduta (l’Olanda, ad esempio). L’Italia ha mancato la fase finale dell’Europeo nel 1964, nel ‘72, nel ‘76, nell’84 e nel ‘92, ma non si è qualificata al Mondiale soltanto nel 1958: il rischio di aggiungersi allo scomodo elenco è una fastidiosa prospettiva. Conte non ha abbandonato per questo, però il gusto del rilancio della Nazionale si è affievolito via via. La Lega di serie A non lo ha mai accontentato, nemmeno in extremis. «Manteniamo la finale di Coppa Italia il 21 maggio», ha puntualizzato il presidente Beretta. Così Conte, che voleva gli azzurri a Coverciano dal 22 (Raisport ha programmato la diretta del viaggio in treno da Roma a Firenze), medita il rinvio al 25, perché le due finaliste, Juventus e Milan, gli forniranno probabilmente metà dei 23 convocati. Nel frattempo, in vista del raduno di domenica per le amichevoli con Spagna (il 24 a Udine) e Germania (il 29 a Monaco), prova ad attenuare la decimazione per gli infortuni col vecchio 3-5-2, valuta gli innesti di Insigne e Bernardeschi e giura ai molti scettici – l’ex azzurro Burgnich ne chiede l’immediata destituzione – che la squadra non risentirà del suo addio annunciato. Certo, quella che vinse con Lippi nel 2006 era consapevole del divorzio imminente, ma era ben più forte. «Chi mi conosce sa che il mio impegno sarà totale ». Conte non avrà l’intoppo del processo per il calcioscommesse: la sentenza è prevista un paio di settimane prima del raduno per l’Europeo.

Gli intoppi sono per Tavecchio, dopo l’effimero successo per l’appoggio al neopresidente della Fifa Infantino. Ieri, in consiglio federale, una frase dell’ex presidente federale Abete («sta nascendo una nuova maggioranza ») ha prefigurato la candidatura del presidente della Lega Pro Gravina, che contesta i costi del Club Italia, passati da 5 a quasi 13. Ma il problema resta il nuovo ct. «Costerà meno, ma non sarà un ct pizza e fichi: riavvierà la cantera e lascerà il segno». Se non è un pentimento su Conte, è il tetto della spesa: 4 milioni, staff incluso. Con un progetto a lunga scadenza Tavecchio vuole convincere Donadoni, atteso dall’appuntamento per il rinnovo col proprietario del Bologna Saputo, che virerebbe semmai su Montella. Le possibili virate di Tavecchio sono su Capello e Ranieri. Il primo, abituato a stipendi alti, ha sponsor in Figc: non più come tutore di un giovane (magari il ct dell’Under Di Biagio), ma in prima persona. Capello ha cenato spesso col presidente federale e sarà a Udine. Ranieri è papabile, se Tavecchio approfondirà di persona una conoscenza molto superficiale. Tra gli ex ct rimane nel limbo Prandelli, mentre l’idea di Lippi direttore tecnico, a capo di una scuola di allenatori federali con gli eroi del 2006 guidati da Cannavaro, non è stata ancora vagliata.

Fonte: REPUBBLICA – CURRO’

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