Rassegna Stampa

Tavecchio-day, ecco come cambia l’Italia del pallone (o forse no)

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-08-2014 - Ore 09:42

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Tavecchio-day, ecco come cambia l’Italia del pallone (o forse no)

Ci siamo. Salvo sorprese dell’ultimo minuto, ribaltoni clamorosi e franchi tiratori, oggi è il giorno di Carlo Tavecchio. L’attuale numero uno della Lega Dilettanti si appresta a vincere le elezioni per la presidenza della Figc e raccogliere così il testimone lasciato da Abete dopo il naufragio brasiliano. Un viaggio lungo e turbolento quello di Tavecchio, partito tra incertezze e dubbi, e precipitato con l’ormai celebre uscita delle banane: uno scivolone che ha aperto una voragine nel nostro calcio. Da una parte chi voleva cambiare, dall’altra chi voleva conservare un certo tipo di calcio: quello che guarda più alle poltrone e alla politica piuttosto che al pallone e al campo da calcio. Nel mezzo anche un vuoto istituzionale e di potere, ma soprattutto quello di un progetto tecnico a 360 gradi.

La punta dell’iceberg, ovviamente, l’assenza di un commissario tecnico, ma anche il progetto serio per rilanciare un calcio (quello italiano) vecchio e travolto da mille problemi. Oggi la svolta, nel bene e nel male. A Roma si decide il futuro del nostro calcio, peccato che addetti ai lavori e soprattutto tifosi non abbiano voce in capitolo. Decidono sempre loro, gli stessi che hanno comunque contribuito a portare il nostro calcio a questi livelli. Pessimi. Un film già visto, purtroppo, nel nostro Paese: in Parlamento. Ma in fondo sempre di politica si tratta, anche se qui si cerca di mascherarla coprendola con un manto erboso addobbandola con un pallone da calcio.

Ma cosa cambierà con Tavecchio presidente? Presto per dirlo. “Serve un lavoro di squadra”, ha spiegato domenica il candidato favorito parlando già da vincitore. La maratona oggi scatterà dalle 11:30, ma la fumata bianca potrebbe arrivare solo in serata. I dissidenti non mollano, c’è sempre lo spiraglio commissariamento, ma difficilmente Tavecchio verrà scalzato. Il nuovo presidente dovrà prima di tutto scegliere il nuovo ct, a cui affidare non solo le chiavi della panchina Azzurra ma anche quelle dell’intero progetto tecnico per rilanciare il nostro sistema. Serve un uomo d’esperienza, ma soprattutto di carisma, capace di guardare a 360 gradi partendo dalle fondamenta: dai giovani. Servirà tempo e pazienza, ma con un progetto serio e a lungo termine ci si può rialzare. I profili di Conte (a cui Tavecchio potrebbe anche proporre un ruolo da coordinatore delle varie Nazionali) è il favorito numero uno insieme a Roberto Mancini, più staccati Guidolin e Zaccheroni; poi tutti gli altri.

Il vero problema, però, non sarà tanto il nome del nuovo ct, ma come Tavecchio potrà governare.Avrà la maggioranza, ma l’intera opinione pubblica contro. Un bel rompicapo. Al primo nuovo scivolone sarà bufera: e come si può ricostruire e far ripartire il nostro calcio camminando tutti i giorni su un cornicione? Come può un ct riprogettare la Nazionale se un giorno sì e l’altro pure chi lo ha eletto verrà sempre messo in discussione? Un clima non certo ideale in cui ricostruire le fondamenta dovendo ripartire dalle ceneri rimaste in Brasile.

Vincerà Tavecchio, sarà comunque una svolta. Dipende da che punto di vista la vorrete osservare. L’Italia calcistica si prepara a cambiare ancora una volta: o forse no…

Fonte: it.eurosport.yahoo.com - Alessandro BRUNETTI

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