Rassegna Stampa

Tenuta a distanza

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 20-03-2016 - Ore 08:20

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Tenuta a distanza

IL CORRIERE DELLA SERA - BOCCI - Il pari, prima di giocare, sarebbe stato bene accetto da Mancini. Alla fine, invece, è un’occasione sprecata, forse anche la pietra tombale sui sogni Champions. L’Inter è bella a metà. Per 70 minuti è solida, pratica, chirurgica. Chiude i varchi, riparte e al momento giusto colpisce: assist di Brozovic, sinistro millimetrico di Perisic, quattro gol in quattro partite, compreso quello contro la Juve in Coppa Italia, il simbolo dell’orgoglio nerazzurro. Sul più bello, però, va in bambola. La Roma si ferma dopo otto vittorie, ma l’1-1, per quello che i giallorossi fanno vedere, è una mezza vittoria perché la sconfitta a un quarto d’ora dalla fine sembrava inevitabile. Mancini vince la partita a scacchi con Spalletti, mostra maggiore coraggio e saggezza tattica, manda in crisi i giallorossi con Perisic che affonda nella zona dell’inconsistente Florenzi. La Roma a caccia della nona sinfonia è meglio alla fine con il paracarro Dzeko che all’inizio con il tridente leggero. I giallorossi si salvano con un finale garibaldino, cuore e anima. Il gol di Nainggolan non serve forse per rincorrere il secondo posto del Napoli,ma in attesa della Fiorentina tiene l’Inter a cinque punti. Per Mancio, invece, la notte dell’Olimpico è una beffa: la sua creatura gioca bene, ma paradossalmente l’obiettivo si allontana. E i tifosi romanisti lo prendono di mira nel secondo tempo con i soliti insopportabili insulti omofobi. Se la Roma per settanta minuti non riesce a sviluppare il solito gioco verticale in velocità, il merito è dell’Inter, che si mostra compatta e occupa bene il campo. Biabiany e Perisic sono bravi sulle fasce e guidano insidiose ripartenze che convincono gli «spallettiani» a scoprirsi poco. La Roma sceglie l’attacco veloce che aveva sgretolato la Fiorentina conPerotti falso nove, Salah e El Shaarawy sulle fasce. Ma l’Inter è molto più solida dei viola, soffre dieci minuti, poi prende le misure ai rivali e protegge Handanovic, che chiude il primo tempo con una sola vera parata sul tiro al volo del Faraone. L’unico sussulto giallorosso è il gol in fuorigioco di Salah al 35’. I nerazzurri con il passare dei minuti decidono di non limitarsi alla sola copertura, ma provano a colpire sfruttando soprattutto Perisic a sinistra. Il croato mette in crisi Florenzi, lo punta, spesso lo salta e serve insidiosi palloni al centro. Ljajic, ex avvelenato, non sorprende Szczesny; Brozovic spreca una ghiotta occasione tirando una ciabattata dal limite a campo aperto. Nella ripresa l’Inter trova anche la praticità offensiva: Ljajic accende l’azione, Brozovic firma l’assist e Perisic con un diagonale perfetto che sorprende Szczesny sblocca il risultato. Il gol convince Spalletti a ritornare su Dzeko, inserito al posto di Keita, con Pjanic sulla linea mediana a fianco di Nainggolan. Il bosniaco si mangia un gol clamoroso, calciando alle stelle il destro davanti a Handanovic e facendo precipitare nella disperazione lo stadio romanista. Sembra una notte stregata. E invece, quando sembra che non ci sia più niente da fare, la Roma riemerge dal nulla che è stata e gioca l’ultimo quarto d’ora come avrebbe dovuto fare nei precedenti 75 minuti. Handanovic salva su Salah, Nagatomo sulla linea, ma Miranda si addormenta su Nainggolan e il pari è scritto.

Fonte: Il Corriere della Sera - Bocci

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