Rassegna Stampa

Testa, Pjanic e colpo di genio Così la Roma sfida i marziani

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-11-2015 - Ore 07:58

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Testa, Pjanic e colpo di genio Così la Roma sfida i marziani

GAZZETTA DELLO SPORT - BIANCHI - Se c’è un caso in cui il famoso pullman davanti alla porta potrebbe anche non bastare, è questo. Quei tre marziani là davanti, con l’aiuto del cavaliere pallido Iniesta, sono capaci di volarci sopra. L’Armada Invencible del Barça ne ha appena dato una clamorosa dimostrazione in casa del Real Madrid. E comunque non c’era bisogno. Basta una cifra: nel 2015 Messi-Suarez-Neymar hanno firmato la bellezza di 117 reti. Per dire, tutto il Bayern Monaco, altra corazzata, ne ha segnati 119. Pazzesco, no? Però anche l’Invincibile Armata spagnola, quella storica, fu battuta dagli inglesi. Il calcio poi è «uno dei pochi sport se non l’unico — ha detto Garcia — dove anche la squadra più debole può vincere ed è questo il bello del pallone». La Roma così riprova a fermare i marziani. Sì, ma come? Magari con il detto repetita iuvant. Era settembre, erano tempi diversi, il Barcellona di Luis Enrique era ancora in rodaggio. Aveva da poco rischiato di perdere la Supercoppa Europa già vinta con il Siviglia (finì 5-4). E poi in Spagna aveva preso un paio di imbarcate con Athletic Bilbao (4-0) e Celta Vigo (4-1). Ma da ottobre in poi, ha vinto le ultime 5 gare di Liga, segnato a valanga: 17 gol. 
ORGANIZZAZIONE E FOLLIA Quel Barcellona che si presentò in settembre all’Olimpico era meno formato, più work in progress. La Roma riuscì a fermarlo con una grande organizzazione difensiva e un colpo di geniale follia: quel gol da oltre 50 metri di Florenzi. Anche se le cose cambiano, e sono cambiate, ripetersi aiuterebbe. D’altronde anche allora c’erano i tre marziani. Solo che stavolta non basterà solo ripetersi, bisognerà superarsi. Perché Neymar sta vivendo il miglior momento, Suarez è il solito cannibale, Messi ha voglia di ricominciare e Iniesta non è più il timido giocatore di inizio stagione: è tornato ai suoi eccezionali livelli. All’andata la Roma chiuse tutti gli spazi ai blaugrana con una inedito assetto difensivo. Come sistema con un 4-1-4-1, con De Rossi fisso davanti alla difesa. E come atteggiamento con Salah e Iago Falque difensori aggiunti, a formare una barriera a sei. Il problema è che De Rossi, che fu bravissimo a chiudere i passaggi tra le linee, forse non ci sarà. Di sicuro mancherà Salah, sostituito dal jolly Florenzi, che allora giocò esterno basso. Situazione diversa anche negli uomini. Oltre che, ovvio, nella situazione di classifica. Mentre il Barça è già agli ottavi in 8 casi su 9, per la Roma non ci sono possibilità di qualificarsi con un turno di anticipo perché anche vincendo stasera nessun risultato tra Bate e Bayer Leverkusen le potrebbe dare il passaggio. Però, un’eventuale vittoria del Bayer a Borisov complicherebbe le cose alla banda Garcia. Un aiutino viene dal fatto che l’altra sfida si giocherà alle 18: la Roma può approfittarne per disegnare la strategia. 
LA BATTAGLIA È SUL PRESSING Quel furbo di Luis Enrique in conferenza ha parlato del pullman davanti alla porta dell’andata. Così: «La Roma all’Olimpico ha giocato con 10 uomini dietro la linea della palla. Ora visto che per loro conta solo vincere, credo che giocheranno più aperti». L’ex tecnico giallorosso invita la Roma a giocare la partita perché gli fa comodo, ma Garcia non cadrà nel tranello. Riconoscere la superiorità del rivale è già un passo avanti per cercare di fermarlo e, chissà, provare la Mission Impossible di batterlo. Repetita iuvant, sì. Ci vuole ancora un uomo davanti alla difesa (Keita?) per frenare le incursioni dei centrocampisti, e gli esterni dovranno fare gli straordinari. Soprattutto Florenzi, che avrà a che fare con Iniesta, l’uomo che più innesca i tre marziani. Il Barça di Guardiola faceva un gran pressing alto in fase di non possesso e una volta recuperata palla si «riposava» col tiqui-taca in attesa della fiammata dei fenomeni che puntualmente arrivava. Quello di Luis Enrique fa lo stesso pressing, ma ha più modi per andare in buca. Anche coi lanci lunghi. In Champions ha una media di 52 lanci a partita. I dati impressionanti però sono la media della verticalizzazioni (203,75) e delle giocate (30) e i tiri da dentro l’area (13). La Roma ne fa poco più della metà. Per questo bisogna chiudere le linee di passaggio, la battaglia si giocherà soprattutto sul pressing: il portatore di palla va asfissiato, gli spazi controllati. E infine cercare di sfruttare quelle poche occasioni che si avranno, con Pjanic (centrocampista con licenza di offendere) a pescare Dzeko. Chissà che ci sia spazio per un altro colpo di geniale follia. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - BIANCHI

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