Rassegna Stampa

Toh, l'Europa sta guarendo ma l'Italia resta in rosso

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-09-2016 - Ore 12:05

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Toh, l'Europa sta guarendo ma l'Italia resta in rosso

LA GAZZETTA DELLO SPORT – LICARI - L’Europa sta meglio, l’Italia così così. Qualcuno pensa che il salary cap da solo avrebbe dato risultati altrettanto positivi, o che aggiungerlo alle nuove regole sarebbe stato ancora più utile. Ma qualcosa andava fatto e non si può negare che le finanze del calcio europeo – grazie all’insistenza di Michel Platini e Gianni Infantino – si siano ristabilite con il fair play Uefa. Lo spiega molto bene il report 2015 pubblicato a Nyon (curato dal responsabile del fair play Andrea Traverso): un rapporto che evidenzia i problemi del sistema italiano e, in particolare, di tre club che stanno cercando di riequilibrare i loro conti.

DEFICIT RIDOTTO - Nel 2010 c’era in Europa un deficit totale di 1,6 miliardi di euro: insomma, non era lontano lo spettro di una bancarotta. La situazione è cambiata. I bilanci del 2015 certificano oggi un negativo di appena 323 milioni. Cioè un «rosso» quasi fisiologico in un sistema di 54 campionati e poco più di 700 club che partivano da uno sprofondo. Aumentano ricavi globali, entrate tv, sponsor. Ci sono 25 tornei con un segno «più», nel senso che guadagnano. Purtroppo, tra i 29 con un «meno», il primato spetta all’Italia: il deficit è di 290 milioni, di fatto quelli di Inter, Milan e un po’ Roma. Con nerazzurri e giallorossi (loro in via di guarigione) tra i 14 club in «settlement agreement» e monitorati dall’Uefa. Anche riguardo ai debiti scaduti il progresso in Europa è stato notevole. Nel 2011 erano 57 milioni, crollati a 9 nel 2013 (anche sotto la minaccia di sanzioni), e oggi a quota 5,6 (erano 5,3 nel 2014): un limite fisiologico sotto il quale è difficile scendere.

SUPER PREMIER - In ogni caso il calcio è un’industria che continua a crescere a ritmi vertiginosi. Il fatturato globale europeo ha raggiunto nel 2015 quota 16,873 miliardi di euro (+6,3% rispetto all’anno precedente). Nel 2009 era 11,718 miliardi, con una crescita di quasi il 45% in 6 anni. Però qui la forbice è evidentissima, quasi scandalosa. L’Inghilterra vale 4,4 miliardi, cioè più del 25% del totale, e quasi «doppia» le inseguitrici: Germania (2,4 miliardi), Spagna (2) e Italia 4a ormai (1,9). La Premier fattura quanto Liga e Bundesliga assieme e nel bilancio 2015 non c’è ancora il nuovo contratto tv (da 3,2 miliardi all’anno) che cambierà di più gli equilibri.

ITALIA 1° NEL DEFICIT - Nel 2015, in realtà, l’Italia è il campionato che ha registrato più crescita (170 milioni) perché è stato rinnovato il contratto tv. Ma il dato sul deficit è grave. Qui, nel 2015, siamo al comando per distacco: 290 milioni. La Turchia, non un esempio di gestione finanziaria, insegue a 200, poi Russia e Francia. Confronto impietoso perché i grandi campionati (Spagna +140, Inghilterra +85, Germania +75) dimostrano che si può essere in utile anche se le dimensioni sono giganti. Una curiosità: i nostri -290 corrispondono quasi ai -323 di tutto il calcio europeo. Palla quindi ai nuovi proprietari cinesi di Inter e Milan, e all’americano Pallotta, per riequilibrare i conti.

CLUB IN DIFFICOLTA’ - Tra i 27 club in «settlement agreement», che hanno quindi patteggiato con l’Uefa, ne sono rimasti 14 sotto osservazione: oltre ai soliti City e Psg, oltre allo Zenit, ci sono i due italiani Inter e Roma. Più Rubin Kazan, Monaco, Dinamo Zagabria, Besiktas, Fenerbahçe, Trabzonspor, Lokomotiv Sofia, Astana. Il Milan entro dicembre potrebbe chiedere il «voluntary agreement», evitando così una multa. Il deficit totale dei 27 club è di circa 440 milioni: come dire che, sistemando la loro situazione, il calcio europeo sarebbe a posto. Quelli messi peggio sono Galatasaray (escluso dalle coppe) e Cska Sofia (verso il fallimento). Fuori anche il turco Kardemir.

CLASSIFICA TOP CLUB - Tra i club con il più alto fatturato, dietro ai soliti Real, Barça, United, Psg e Bayern, c’è la Juve che nel 2015 si trova al 10° posto con 325 milioni: ma i dati del 2016 (in arrivo) dovrebbero confermare un notevole aumento per i bianconeri che si avvicineranno ai 400 milioni. Nel 2016 lo United dovrebbe anche conquistare il primato davanti a Barça e Real. Nel 2015 intanto il Milan è al 14° posto, la Roma 17°, l’Inter 20°: ma col nuovo contratto tv della Premier le inglesi stanno per entrare in massa nella Top 20. Ecco spiegata anche la fretta per la nuova Superchampions da parte delle grandi degli altri paesi, soprattutto Italia (Juve), Germania (Bayern) e Spagna (Barça, Real): un torneo più spettacolare che possa contrapporsi a quello inglese e moltiplicare quindi i suoi ricavi. In una rincorsa infinita.

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Licari

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