Rassegna Stampa

Tor Di Valle, la beffa degli evasori

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-10-2015 - Ore 07:53

|
Tor Di Valle, la beffa degli evasori

CORRIERE DELLA SERA - COSTANTINI - Il 1 ottobre scorso, trasmissione Piazza Pulita, un video dalla ferrovia Roma-Lido immortala decine di evasori del biglietto. In sala il sindaco Ignazio Marino scuote la testa palesemente sconfortato, prende un appunto, forse scrive la stazione citata, «Tor Di Valle». 
Cinque giorni più tardi, qualche goccia di Svitol e magari un controllore, sarebbero bastati a cambiare lo scenario. E invece no. Nonostante le scioccanti riprese, tutto esattamente come prima. Il servizio di La7 ha registrato solo ciò che i pendolari denunciano da tempo. La stazione Tor Di Valle - sì proprio l’area indicata per lo stadio della Roma - è terra prediletta dei «portoghesi», facilitati dalle strutture continuamente malfunzionanti. L’accesso al piano terra delle fermata, ultimo stop da Ostia prima di Magliana, somiglia al set di un film horror: scritte vandaliche su ogni centimetro delle pareti, superfici che non vedono pulizie da anni e attendono i lavori di ristrutturazione, 7 milioni di euro della Regione, in teoria appena partiti. Zero controlli, telecamere o gabbiotti: così i varchi in plexiglas sono ideali per il «salto del tornello», soprattutto se quello riservato ai disabili resta perennemente mezzo aperto. 
O per il «trenino» dei portoghesi: uno paga, si entra in sette, tanto i tempi di chiusura sono biblici. Se l’utente è poco rapido ma di taglia ridotta, c’è sempre l’altro accesso per chi non vuole pagare il biglietto. I tornelli verticali istallati per l’uscita sono utili anche per entrare: è sufficiente giostrarsi un po’ tra le sbarre e si passa con ben poca difficoltà. Un gioco da ragazzi - molti infatti i giovanissimi tra gli imbucati alla festa - che ha appunto fatto scuotere la testa al sindaco Marino in diretta tv. 
Dieci, venti, in un’ora o poco più di reportage, gli utenti evasori raggiungono o forse superano la quota di quelli «regolari». «In tanti entrano senza biglietto, infatti gli scemi siamo noi che paghiamo», dice rammaricata una pendolare, a cui si sono appena «incollati» due giovani per evitare il pedaggio. La solidarietà tra gli evasori sarebbe quasi commovente se non ledesse i diritti di chi paga: l’ingresso «fuorilegge» per eccellenza a Tor Di Valle è infatti un’altro, sotto gli occhi di chi sa vedere. 
Arriva una ragazza, si intrufola nel tornello, poi apre la porta di emergenza nel corridoio: è un’autostrada libera da balzelli. C’è anche chi non ci sta a veder rappresentata la categoria dei pendolari come un esercito di evasori, chi rivendica il proprio senso civico. Appena infilata nel tornello verticale, una ragazza torna indietro e vuole mostrare il biglietto di andata: «Io ho pagato stamani, ma qui la macchina dei ticket non funziona, la rabbia è anche pagare per un servizio che fa schifo e a volte fai così. Ti arrendi» 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - COSTANTINI

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom