Rassegna Stampa

Tor di Valle, nuovi altolà: ”Rischio speculazione”. In Comune ipotesi rinvio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-07-2014 - Ore 09:15

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 Tor di Valle, nuovi altolà: ”Rischio speculazione”. In Comune ipotesi rinvio

Nuovo allarme delle più importanti associazioni ambientaliste sull’«ecomostro di Tor di Valle». A poche ore dalla Conferenza comunale che oggi dovrebbe dare una prima valutazione sul progetto del nuovo stadio, si moltiplica lo scetticismo attorno alla proposta del costruttore Luca Parnasi, che accanto all’impianto sportivo ha in mente di edificare un milione di metri cubi di cemento destinati a uffici e alberghi. A mettere in guardia il Campidoglio sono di nuovo Legambiente e Italia Nostra, che rincarano la dose rispetto al warning lanciato poche settimane fa sul «diluvio di cemento» che nascerebbe accanto allo stadio della Roma. Legambiente accusa Parnasi di «speculare sulla fede dei tifosi» e attacca un progetto che «non possiede in alcun modo i presupposti dell’interesse pubblico» e che «aggraverebbe le condizioni di invivibilità della città, costringendo i cittadini a passare ore in auto, perché bloccati nel traffico o perché lo stadio risulta inaccessibile con i mezzi pubblici, o perché a seguito di piogge l’intera zona è allagata o a rischio». Nella proposta al vaglio del Comune, secondo l’organizzazione, manca «il prolungamento della metro B a Tor di Valle per non mandare in crisi la viabilità», poi «un’operazione trasparenza sul progetto Parnasi» e in fine «la messa in sicurezza dai pericoli idrogeologici».

SLITTAMENTO – Anche Italia Nostra ricorda i «vincoli paesaggistici» e chiede al Comune che prevalga «il vero interesse pubblico: non si può utilizzare il desiderio dei tifosi per lo stadio per dare il via a una grande operazione speculativa che non ha nulla a che fare con lo sport», trattandosi di «un milione di metri cubi da compensare chissà dove», con «costi inaccettabili per la città». Secondo l’associazione poi «potrebbe essere revocata dal Tribunale la vendita dell’area dalla Sais, fallita, all’Eurnova di Parnasi. L’udienza per verificare la situazione debitoria è fissata per il 14 dicembre». Quindi «meglio aspettare».

Ieri in Comune intanto si è tenuta una riunione-fiume tra il sindaco Marino e l’assessore all’Urbanistica Caudo, grande sponsor dell’iniziativa, che già in passato non ha nascosto particolari simpatie per Parnasi. E che ora si trova a fronteggiare i crescenti dubbi della sua stessa maggioranza. Dove in molti spingono per un rinvio che aiuterebbe l’amministrazione a fare luce sui tanti punti oscuri del progetto. Antonio Stampete, presidente della Commissione Urbanistica, lo dice chiaramente: «Non vorremmo che lo stadio e i tifosi vengano usati come uno specchietto per le allodole per creare altro rispetto a un impianto sportivo». Dal Pd emergono perplessità anche sui costi dell’opera, che dovrebbero attestarsi intorno ai 270 milioni anche se secondo altre stime il prezzo potrebbe lievitare del 30% raggiungendo i 350 milioni. Per Anna Maria Proietti Cesaretti, a capo della commissione Mobilità, «bisogna anteporre gli interventi per la viabilità e la sostenibilità ambientale». Per Dario Nanni, presidente della commissione Lavori Pubblici, «il problema riguarda le infrastrutture, la metropolitana e i parcheggi. E la compensazione di un milione di metri cubi è eccessiva». Per Nanni oggi potrebbe arrivare un «sì vincolato» dal Campidoglio. O forse un rinvio.

Fonte: il messaggero (L. De Cicco)

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