Rassegna Stampa

Tor di Valle, processo vicino sui terreni dell’affare stadio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-10-2015 - Ore 08:33

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Tor di Valle, processo vicino sui terreni dell’affare stadio

IL MESSAGGERO - MENAFRA - La vendita del terreno dell’ippodromo Tor di Valle, lo stesso su cui dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma, è stata un’operazione di distrazione ai danni dei creditori della società ”Ippodromo Tor di Valle Srl”. Che, a questo punto, potranno provare a chiedere conto dei soldi persi e a riceverne almeno una parte.
Il destino dei pagamenti per la vendita in corso è la conseguenza pratica della chiusura dell’inchiesta sul terreno notificata ieri ai quattro indagati da parte del procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi e dal pm Mario Dovinola: gli imprenditori Gaetano e Umberto Papalia, già, rispettivamente, presidente e componente del cda della Ippodromo Tor di Valle, costituita nel 2008 per la gestione del galoppatoio e fallita nel giugno 2013 nonché soci e detentori del capitale della Sais (fallita nel 2014); Umberto Ciccozzi, liquidatore della Ippodromo Tor di Valle, e Michele Saggese, ex amministratore unico della Sais. Bancarotta per distrazione e omesso pagamento dell’Iva i reati contestati a seconda delle singole posizioni, che a breve dovrebbero confluire in una richiesta di rinvio a giudizio.

LA «DISTRAZIONE» DEI BENI - L’ipotesi della Procura è che la società Ippodromo Tor di Valle sia stata costituita ad arte e portata al fallimento con «operazioni dolose», l’ultima delle quali sarebbe stata la restituzione prima del tempo del bene principale che aveva in gestione: l’ippodromo appunto.
La storia della Ippodromo Tor di Valle srl, in effetti, è tutta strampalata. La società viene costituita ad aprile del 2008 e a maggio, rappresentata da Gaetano Papalia, acquista dal medesimo Papalia la decotta «Ippodromi e città Srl», compreso il contratto di affitto dell’Ippodromo (di proprietà della Sais che fa capo sempre ai Papalia): se ne accolla i 16milioni di debiti a fronte di ”poste attive” abbastanza discutibili. La Ippodromo Tor di Valle accumula altri debiti e non paga mai l’Iva fino al momento del fallimento. Due anni dopo, la proprietaria del terreno, ovvero la Sais vende il terreno su cui sorge l’ippodromo ad Eurnova, di proprietà di Luca Parnasi. E nel 2013 ottiene lo scioglimento del contratto di affitto a Ippodromo Tor di Valle: «Lo scioglimento anticipato del contratto di locazione - si legge nell’avviso di conclusione delle indagini - e la conseguente restituzione anticipata del terreno erano formalmente giustificati sulla base del debito maturato da Ippodromo Tor di Valle verso la Sais per canoni non pagati, laddove l’inadempienza e il conseguente debito erano conseguenza della oggettiva e preordinata condizione di insolvenza in cui versava la azienda Ippodromo Tor di Valle sin dal 6.05.2008 data in cui la Ippodromo Tor di Valle Srl l’aveva acquistata».

GLI ALTRI NODI - La questione della vendita è solo l’ultimo nodo di una vicenda, quella della costruzione dello stadio della As Roma che sembra incontrare continui ostacoli. La procura ha avviato accertamenti sia sulle autorizzazioni relative alla cubatura della mega area commerciale che sorgerà accanto alla struttura, sia sui rischi idrogeologici nella zona, confermati dal sottosegretario all’ambiente Silvia Velo. E, recentemente, l’assessore ai trasporti Stefano Esposito ha proposto nuovi accertamenti e una commissione esterna che verifichi la delibera di approvazione del progetto, votata un anno fa dal consiglio comunale.

Fonte: IL MESSAGGERO - MENAFRA

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