Rassegna Stampa

Torosidis:"Preferisco la Coppa Italia alla zona Champions"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-03-2013 - Ore 17:33

|
Torosidis:

(Il Romanista – T. Cagnucci) - Lotta greco-romana. Vasilis Torosidis dopo il gol a Bergamo è diventato un concentrato di storia, tra Pantheon e Partenone e tra palco (il gol, la copertina) e realtà (la sua sostanza) “Toro” (“Toro – Toro” senza essere granata pure se c’entra anche la battaglia di Maratona) Toro-Torosidis è il profilo (greco no?) guerriero di questa Roma che scalpita sotto la Curva Sud prima di arare il campo, che lotta e vince insieme a noi nel gelo della val Brembana o di dove sta Bergamo e sotto la luce più bella del mondo che ha solo Roma a prima sera. Vasilis Torosidis, l’ultimo acquisto che in Grecia era stato preso a pallate di neve in una partita a Larissa (finita in rissa) e che con una pallonata di testa sotto la neve ha dato longevità alla rinascita della Roma contro la Juve. L’ha già fatta crescere. Col Genoa s’è rivisto un cross – anzi due – da destra fatto bene che era dai tempi di Cafu che non si vedeva, poi ha finito a sinistra lui che è «terzino destro» ma che gioca ovunque (in nazionale anche a centrocampo). Vasilis Torosidis, la sua faccia e le sue parole non sono una promessa ma una garanzia: di lavoro, di serietà, di corsa. Lotta greco-romana. Da lì a qui, un passaggio storico. In un momento storico particolare. «Per me sì. C’è molto poco da dire su Roma: è bella. E su come ci sto: bene. Aggiungere altro è inutile. Questo trasferimento per me ha significato tanto».

Arrivi dalla Grecia, terra dilaniata dalla crisi.
Io appartengo a una categoria protetta, chiamiamola così, una categoria privilegiata che è quella dei calciatori. Io non l’ho accusata così come la sta vivendo la gran parte delle persone. La crisi non è stata quella del ceto medio, ma la crisi è seria.[...]

Come calcio, sei arrivato in una Roma in crisi, il tempo di una partita e un pezzo e il cambio di allenatore: hai pensato di aver sbagliato posto?
No, per niente. Mai. Perché? Ho pensato che è normale, che è calcio, che tante volte mi è capitato. Sono cose che nel nostro campo professionale succedono, non mi sono trovato in difficoltà né mi sono sentito spaesato. Può partire un compagno, può cambiare un allenatore, l’importante è che siamo cambiati noi rispetto alla difficoltà che avevamo.

Zeman, per quel poco che l’hai conosciuto?
Un allenatore che privilegiava il lavoro tattico e chiedeva di essere aggressivi in campo.

Umanamente?
Calmo.

Andreazzoli?
Ha cambiato l’aspetto tattico ma giochiamo sempre all’attacco. Mi trovo molto bene con lui, sotto tutti gli aspetti.

Ti ha detto cose particolari?
No.

Il tuo allenatore più importante in carriera?
Valverde, che ho avuto con me nell’ultimo periodo all’Olympiacos. È speciale perché è completo, ha un – come dire – un quadro su tutto: i giocatori, il pallone, la tattica. È squisito umanamente e ha fatto scoprire al calcio greco tattiche che non conosceva.

Se parliamo di allenatori e di Grecia, c’è un obbligo e un nome un cognome: Otto Rehhagel.
Vale quello che dico per Roma. Poco. Ha fatto la storia del nostro calcio e a me ha dato fiducia nel ricambio generazionale fra quella Grecia storica e campione e quella successiva. Questa cosa mi fa fiero. Non posso dire con le parole di più di quello che ha fatto.

Dov’eri quando la Grecia diventava campione d’Europa nel 2004?
Ricordo tutto. Ero a casa mia, a Xanthi, dove sono nato, con gli amici più stretti. C’era un clima fantastico.

Che ha significato e che significa quella vittoria?
In Grecia dopo il 25 marzo e il 28 ottobre, che sono le nostre feste nazionali, c’è il 4 luglio.[...]

Com’è vista la Roma in Grecia? Com’è considerata?
Una grandissima squadra. Ma non è solo così in Grecia, la Roma è una grande squadra nel mondo.

La Lazio?
Che domande fai? Coma faccio a rispondere? La Roma in Grecia ha una storia e una tradizione anche recente. Giocatori come Totti, Batistuta, Aldair, Montella sono famosissimi…

Giocatori come Totti… A parte Totti qual è il giocatore più forte col quale hai giocato?
Rivaldo. Il più grande calciatore che abbia avuto il campionato greco.[...]

Che cos’è il derby Olympiacos-Panathinaikos?
Prima di giocare Roma-Lazio dico che è il derby. È tutto. È la partita. È la partita del sentimento. C’è un clima infuocato.

Ci sono differenze sociali o politiche fra le due squadre?
No, la differenza è di titoli, la rivalità è tutta calcistica con l’Olympiacos che ha vinto sempre di più. Anche la mia tradizione nei derby è positiva. Ho anche segnato.

Quello di Roma come te lo aspetti?
Così, anzi forse più infuocato perché ho saputo che qui in Italia nel derby ci sono entrambe le tifoserie, da noi l’ingresso è vietato agli ospiti per sicurezza. I nostri popoli sono simili, vedo tante cose comuni fra greci e italiani e in particolare con i romani. La Curva Sud per esempio..

Il riscaldamento là sotto…
Importante. I tifosi della Roma hanno il calore, l’amore di quelli greci.

Sai che i tifosi della Roma sono gemellati con quelli del Panathinaikos?
Sì. Capita.

I laziali si vantano di avere i colori della Grecia?
I colori non è che siano sinonimo di riconoscenza e di validità, i colori in questo senso sono indifferenti.

Lo sai che hanno addirittura un’aquila che si chiama Olympia? Lo trovi blasfemo?
Ride e non risponde[...]

Com’è la Roma squadra vista da dentro?
Un gruppo unito. Una rosa all’altezza per lottare per grandi traguardi. In allenamento scherzo con tutti, il senso di questa squadra è essere uniti.

Il gol di Bergamo: qual è stato il primo pensiero?
Interviene Tachtsidis che sta leggendo un giornale vicino a lui e fa: «A me!»
Sì, lo dedico a Taxi! Ride Il primo pensiero è stata la vittoria.[...]

Lo sai che c’è una finale di Coppa Italia molto importante da giocare?
Lo sai che prima c’è una semifinale di Coppa Italia molto importante da giocare? Per fare quella finale bisogna prima arrivarci.

Se dovessi scegliere, meglio arrivare terzi o vincere la coppa contro la Lazio?
Tutte e due. Ma se devo scegliere scelgo la Coppa perché è un trofeo.[...]

Qualcosa di più per finire: nel Partenone greco Totti che divinità è?
Ride Beh con Totti siamo al cristianesimo… Totti non è una divinità greca, ma un dio romano.[...]

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom