Rassegna Stampa

Totti ai margini: a Pallotta l’ultima parola

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-02-2016 - Ore 06:35

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Totti ai margini: a Pallotta l’ultima parola

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Se questo è davvero l’inizio della fine, il retrogusto è amaro. A 132 giorni dalla scadenza del contratto, Francesco Totti non sa ancora se il club lo vuole ancora davvero. Non basta, perché ormai è chiaro, senza bisogno di topini chiacchieroni, come la convivenza tra Spalletti e il capitano adesso sia rugginosa. 
«che ce fate co’ me ormai?» Intendiamoci, fra le parti non ci sono stati screzi, ma la frase detta al termine della partita col Real ai giornalisti – con Spalletti a due metri da lui – è sintomatica di un rapporto non più idilliaco. «Aspettate me? Ma che ce fate co’ me ormai...». Come dire, tanto non conto più nulla. L’allenatore ha dalla sua una ragione di fondo: «Io alleno la Roma e non Totti». E la Roma l’allena proprio bene, privilegiando quel lavoro in allenamento che il capitano – per età (39 anni) e recenti acciacchi – non può dargli. Il tecnico vorrebbe che il capitano capisse il momento, si rendesse conto dei suoi limiti e fungesse da leader non giocante piuttosto che da panchinaro palesemente malinconico. Totti per parte sua ha l’impressione che in certi atteggiamenti e in certa comunicazione «muscolare» ci sia anche un pizzico di irriconoscenza. Trigoria su questo fronte si spacca. Tutti dicono che dal punto di vista del lavoro Spalletti sia inattaccabile, ma diversi sottolineano come l’allenatore non sarebbe diventato quello che è se non avesse incontrato Totti. Quello che in molti si chiedono: quanto conta il passato per interpretare il presente? L’addio di Spalletti nel 2009 non fu indolore. Due episodi: quando il capitano si complimentò col tecnico per il primo titolo vinto con lo Zenit, Spalletti replicò: «Poteva dire qualcosa di più quando sono andato via». E ancora nel 2013 Totti, parlando del suo ex allenatore, spiegò: «Ancora dice che sono stato io a mandarlo via dalla Roma, invece era lui che voleva lo Zenit». Possibile ancora adesso che ci sia ancora qualcosa da metabolizzare? 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI

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