Rassegna Stampa

Totti chiede il regalo «Il secondo scudetto»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-09-2014 - Ore 08:15

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Totti chiede il regalo «Il secondo scudetto»

«Crede di avere 28 anni», scherza Garcia. Lui che lo vede tutti i giorni allenarsi in campo e poi giocare le partite, sempre allo stesso livello. Di anni, in realtà, Totti ne compie 38 oggi e come fai a lasciarlo fuori?

Uno strappo alla regola del turnover ci può stare davanti a un pubblico che si prepara a festeggiarlo con il cuore, ma dopo Roma-Verona ci sono due sfide in casa di Manchester City e Juventus che il capitano non vorrebbe saltare per nulla al mondo. Alla fine il «compromesso» potrebbe essere una mezzora finale al posto di Destro o di un altro compagno, a seconda di come si mette la gara. Sperando che sia anche la Roma a festeggiare, la sera a cena Totti riunirà la famiglia e gli amici più stretti, compreso l’inseparabile Giovanni Malagò presidente del Coni.

Qualsiasi sia la decisione di Garcia per la partita, Francesco accetterà. Perché gli anni, anche se non sembra, passano e la nuova fase della maturità in cui è entrato gli consiglia qualche panchina in più per allungare la carriera. Con Rudi si trova a meraviglia, «è un grande – racconta – e non lo dico perché mi deve far giocare: mentalmente ha un altro passo, ha capito in fretta il calcio italiano. Ci fa stare bene e noi gli diamo il 101%, sperando di condividere cose importanti molto presto».

La «cosa», inutile nasconderlo, è lo scudetto. Vincere il secondo con la maglia della Roma è un sogno finalmente a portata di mano. Così quando la tv di Trigoria gli mostra l’immagine del 2001, gli occhi diventano lucidi e Totti non può nascondere il suo obiettivo: «Spero di riuscire a ripetere quel momento prima di smettere».

Adesso si può. Lui che ne ha viste di tutti i colori fiuta l’aria di grandezza portata dagli americani. «Pallotta – prosegue il capitano a Roma Tv – è un personaggio stupendo, giovane dentro. Sta facendo grande la Roma e continuerà in futuro: vediamo se riesce darci lo stadio e io aspetto con ansia di sapere se potrò giocarci o meno».

Prima di tutto, però, viene la famiglia. «I miei genitori mi hanno fatto crescere nella maniera migliore ed è anche grazie a mia moglie Ilary se riesco a fare sul campo quello che voglio. Mi ha dato due gioielli e spero me ne dia altri». Perché fare il papà gli piace quanto il pallone.

Fonte: Il Tempo

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