Rassegna Stampa

Totti da gestire e il fantasma Pazzini

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-12-2013 - Ore 07:47

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Totti da gestire e il fantasma Pazzini

Affidarsi al cuore o alla ragione?. Un dilemma che in settimana ha occupato i pensieri di Rudi Garcia, arrivato a poche ore dalla trasferta di San Siro con il Milan con il dubbio di poter consegnare a Totti quella maglia da titolare che tanto desidera.
Se non ci fosse stato alcun rischio, la scelta sarebbe stata ovviamente scontata: affidare l’attacco romanista al numero 10 e consegnargli le chiavi della squadra. La riserva del tecnico però ha una ragione precisa, perché Totti tornerebbe in campo dal primo minuto dopo quasi due mesi passati a recuperare da un infortunio muscolare più che delicato. Il freddo milanese che stasera accompagnerà la partita e una condizione fisica ancora non ottimale si sono però scontrati con i progressi registrati dal numero dieci negli ultimi giorni di allenamento passati con il resto del gruppo a Trigoria. Totti si sente pronto e vuole giocare, l’ha spiegato ripetutamente a Garcia nei continui colloqui che si sono susseguiti al termine delle sedute, sostenuto anche dall’ok arrivato dall’intero staff sanitario giallorosso. La rifinitura di ieri ha piegato l’asticella verso la sua presenza in campo, anche se il francese scioglierà ogni dubbio soltanto nella giornata di oggi.

Il capitano d’altronde ha un richiamo particolare per sfide come queste, lui che al Meazza ha già messo 14 reti, di cui 7 (3 doppiette) proprio contro i rossoneri. Se Garcia opterà alla fine per questa soluzione, sarà Ljajic a fare posto e tornare in panchina insieme a Mattia Destro (Borriello e Caprari sono rimasti nella capitale), in crescita di condizione ma calcolato al momento soltanto come una valida alternativa a partita in corso. Per il resto formazione confermata con Florenzi e Gervinho a completare l’attacco, Bradley in mediana al posto dello squalificato Pjanic e Dodò sulla corsia di sinistra in sostituzione del lungo degente Balzaretti.

Fonte: Il Tempo – Serafini

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