Rassegna Stampa

Totti e la ricetta antiviolenza: “Facciamo come la Grecia”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-02-2015 - Ore 08:48

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Totti e la ricetta antiviolenza: “Facciamo come la Grecia”

Ad una settimana di distanza dal passaggio dei tifosi del Feyenoord nella capitale, lo sdegno non riesce proprio a diminuire. La devastazione del centro di Roma ad opera degli hooligans olandesi è ancora un argomento troppo attuale per i romani e perFrancesco
Totti, che proprio da Rotterdam torna sulla vicenda. “Io mi diverto sul campo, le immagini di ciò che succede all’esterno sono brutte per tutti. Bisognerebbe prendere seri provvedimenti, oppure fermare le società i cui sostenitori fanno casino. Purtroppo in Italia non succederà mai qualcosa del genere. Guardate come sono intervenuti in Grecia”.

Un riferimento preciso e attuale, che si sposa perfettamente con gli episodi di violenza, legati al tifo calcistico, sparsi in giro per l’Europa. Le immagini a cui fa riferimento il capitano romanista sono anche quelle riprese durante l’ultimo derby di Atene tra Panathinaikos e Olympiakos, vinto 2-1 dai padroni di casa, ma finito sotto la lente di ingrandimento per gli incidenti verificatisi prima, durante e dopo il match. Una goccia che ha fatto traboccare il vaso e la pazienza del governo greco, ma soprattutto del neo Premier Alexis Tsipras, che in ordine definitivo ha sospeso a tempo indeterminato tutti i campionati professionistici del paese.

Una situazione insostenibile per una decisione apparentemente inevitabile: soltanto in questa stagione la federazione è stata costretta per ben due volte ad interrompere il campionato a causa delle violenze registrate da svariate tifoserie. Poi domenica ad Atene si è superato definitivamente il limite. Al termine del derby sono stati arrestati 13 tifosi, rei di aver fomentato il disordine durante l’incontro con lanci di petardi e monetine rivolti alle forze dell’ordine e ai giocatori in campo. Durante una delle tante interruzioni, l’ex Primavera della Lazio Kasami (ora all’Olympiacos) è stato colpito, senza gravi conseguenze, sulla testa da un petardo mentre si avvicinava alla propria panchina. E’ andata peggio al nigeriano Michael Olaitan, svenuto al termine del primo tempo e portato di corsa all’ospedale. Soltanto qualche ora più tardi gli è stata diagnosticata una miocardia dovuta a spavento, ansia e stress. Superato quindi il livello massimo di sopportazione, il pugno duro attivato dalla Grecia non si fermerà anche in vista della prossima stagione, al momento non destinata a partire con regolarità. Per questo le istituzioni stanno vagliando l’ipotesi di introdurre, come in Italia, una «Tessera del tifoso» in grado di aiutare con tempi più brevi il ripristino delle condizioni di sicurezza. Ipotesi confermata in serata anche dal viceministro dello Sport Kontoni: «Il campionato non ripartirà se prima tutti i 18 club non introdurranno ticket elettronici e telecamere negli stadi».

Fonte: il tempo (A. Serafini)

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