Rassegna Stampa

Totti e Maradona: all'Olimpico carezze, baci e stilettate

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-10-2016 - Ore 07:39

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Totti e Maradona: all'Olimpico carezze, baci e stilettate

IL MESSAGGERO - ABBATE - È la mano de Dios, Maradona benedice ancora Totti: «Non ha età, gli dico che deve continuare a giocare fino a cinquant'anni, perché senza di lui io mi annoio come un matto». Così Francesco gli consegna le chiavi della Roma: «Gli rispondo che è il presidente». Cambio con Pallotta e c'abbracciamo. Altro che vecchietto, il capitano è come il vino. Non l'ha assaggiato bene, Sabatini: «Non è vero che è un tappo», la difesa di Cafù. Per il Pibe de oro vale 40 giocatori della Serie A: «Per fare Diego allora non so quanti ne servirebbero, forse non esistono», ribatte Totti. Prima di prendersi l'assist e l'abbraccio di Maradona in campo (45') e spedirlo nel sette nella partita della Pace. Due dieci uniti, alla faccia della sfida fra tre giorni col Napoli: «Mi dispiace per Milik, ma loro hanno comunque Gabbiadini e Mertens», la battuta di Perotti, prima di concentrarsi solo sulle popolazioni colpite dal terremoto lo scorso 24 agosto, secondo l'enciclica di Papa Francesco. Pochissimi fedeli all'Olimpico, nonostante i prezzi stracciati, nonostante così tante stelle: «Peccato per chi si è perso lo spettacolo - giura Maradona con un ramo d'ulivo d'argento nel finale - ma Francesco ha vinto. E noi continueremo a giocare per i bambini».
LITE ARGENTINA Strepitoso il palleggio di Ronaldinho, quanta luce emana al suo fianco Veron. Un suo pestone però riaccende pure vecchie ruggini - da Seleccion - con Maradona. Battibecco rientrato subito. Diego, alla fine, sminuisce: «Quello che ci siamo detti resta tra noi». Così torna dolce il ricordo romano della brujita: «Sarebbe bello tornare alla Lazio. Come presidente? Difficile pensarci quando c'è chi nemmeno ti vuole». La solita frecciata a Lotito, sino all'intervallo seduto in tribuna insieme al presidente del Coni Malagò (ancora polemico col Sindaco Raggi per le Olimpiadi) e quello della Figc Tavecchio, senza nemmeno il trofeo nazionale Immobile. A proposito, come Ciro il grande, Crespo segna di testa ma rifiuta il paragone: «Lasciatelo crescere con calma». Nel pomeriggio tutti i campioni erano stati accolti in udienza privata dal Pontefice in Vaticano: in dono disegni e autografi, che verranno messi all'asta. Dopo le prodezze di Di Natale e Kanouté, il cucchiaio dell'ex giallorosso Bojan, il piattone di Burdisso e il gol vittoria bianco (4-3) di Cavenaghi. Nella ripresa in campo pure Maradona jr accanto al papà. Fuoriprogramma l'invasione d'un tifoso per un abbraccio a Totti, in panchina quello dell'allenatore dello scudetto Capello: «In questo momento lo stanno celebrando tutti, io l'ho fatto di persona in una grande festa». Ora, andate in Pace.

Fonte: Il Messaggero

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