Rassegna Stampa

''Totti e Montella, fuoriclasse anche sul set''

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-01-2015 - Ore 08:52

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''Totti e Montella, fuoriclasse anche sul set''

Sei mai stata sulla luna?», è la domanda- titolo del suo nuovo film ora nelle sale ma, in attesa della risposta del pubblico, il regista Paolo Genovese, 48 anni, romano, ha avuto già il merito di riportare sulla terra il pianeta calcio, che negli ultimi due anni ha umanizzato con ironia grazie a una serie di spot Volkswagen in cui Roma e Fiorentina, si sono «sfidate» sul set prima di farlo sul campo.

Genovese, arbitri lei.

«Niente duelli. Innanzitutto mi sono divertito, anche perché sono delle “situation comedy” che permettono creatività. Con i giallorossi ci sono più dei singoli protagonisti, con i viola più scene corali. Tutti si sono dimostrati professionali, chiedendo anche di rifare dei ciak quando non si erano piaciuti. De Rossi e Zeman, tra l’altro, sono anche appassionati di cinema».

Classifica degli Oscar?

«Be’, Totti è un fuoriclasse. È istinto puro e riesce benissimo, ma la sorpresa è stata Montella: intelligente, spontaneo e bravissimo al primo ciak».

Divismo: che differenze trova fra calcio e cinema?

«Quello dello sport è un divismo indiretto, i protagonisti non fanno nulla per cercarlo. Però la differenza è che nel calcio diventi un divo se sei bravo, nello star system può capitare di esserlo anche per bellezza o gossip. In Italia una volta i divi erano gli attori, ma gli ultimi grandi sono stati Sordi, De Sica, la Loren. Adesso, eccetto forse la Bellucci, non abbiamo un attore famoso a livello internazionale. A parte Sorrentino e Garrone, il nostro declino va avanti da 20 anni».

Che rapporto ha col calcio?

«Sono laziale, ma da tifoso vintage. Mi piacciono la passionalità, le bandiere. Mi mancano Maestrelli, Sensi, Chinaglia, Di Bartolomei. E poi a Roma, con tutte le radio, si parla troppo di calcio. Se una partita dura 90’, puoi parlarne per altri 90’, non per una settimana, senza con- tare che poi dalla violenza del- le parole si può passare a quella fisica».

Garcia dice di essere anche attore: trova si sia italianizzato?

«È normale, Roma è difficile: è un istinto di sopravvivenza. Ci sono state le polemiche e le scuse per il rigore con l’Empoli, ma le piccole sono sempre simpatiche. Se il penalty fosse stato regalato con Lazio o Juve nessuno si sarebbe arrabbiato. Il fair play sarebbe auspicabile, ma non è dovuto».

Nel giro di pochi giorni Roma e Fiorentina si sfidano in campionato e Coppa: pronostici?

«Domenica finisce 1-1 e in Coppa invece passa la Roma».

Ultima domanda: Liz Solari, protagonista del suo film, è così esperta di calcio come si dice?

«Scherza? Ha padre e tre fratel- li tutti calciatori (o ex) profes- sionisti di livello. Lei sì che è una appassionata vera».

Fonte: Gazzetta dello Sport - CECCHINI

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