Rassegna Stampa

Totti il fenomeno torna in libreria alla guida di un taxi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-04-2014 - Ore 09:59

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Totti il fenomeno torna in libreria alla guida di un taxi

Da ragazzino avrebbe voluto fare l’astronauta, forse il «benzinaro», o almeno questo raccontava a chi provava a convincerlo che il calcio non è un mestiere ma un gioco. La storia ha detto altro, ma la finzione narrativa gli regala una carriera alternativa, su un taxi giallo, di quelli che coloravano Roma quasi trent’anni fa, lo stesso su cui salì per la prima volta da bambino quando il prozio lo accompagnò agli allenamenti della Lodigiani. Quel bambino ora è un uomo, si chiama Francesco Totti: fuoriclasse in campo, il capitano della Roma torna a indossare i panni del campione d’incassi in libreria, firmando la sua ottava fatica letteraria: «Roma 10» (Mondadori). Dopo le barzellette, le biografie scandite a suon di gol, la guida per Roma, fenomeni editoriali da 2 milioni di copie vendute, Francesco si mette al volante del taxi «Roma 10» — «Una berlina di tanti anni fa, gialla fuori, rossa dentro», e non potrebbe essere altrimenti — per lanciarlo in un percorso a ritroso nel tempo, tra ricordi personali e incontri improbabili.

Un colpo al tassametro, la retromarcia ingranata: così parte il viaggio di Totti, che sul sedile posteriore del suo taxi accoglie i Grandi della storia: Garibaldi e Dante, Umberto Eco e Shakespeare, Galilei e Papa Francesco, Marco Polo e Cristoforo Colombo, persino E. T. l’extraterrestre, con cui instaura un dialogo ironico e divertente, fatto di battute, racconti e provocazioni. A Pitagora sciorina «Teorema», non il principio della geometria euclidea che ha reso famoso il filosofo, ma la canzone di Marco Ferradini, davanti a un esterrefatto Archimede («Il principio di Archimede è Ar, giusto?»). E’ l’occasione giusta per ridefinire principi geometrici almeno curiosi: «L’area? Se ci caschi dentro è rigore. Il cono? Solido antagonista della coppetta». Con Galilei si parla di corpi solidi e del loro moto, «Ma io so’ più esperto di scooter e motorini». E con Papa Bergoglio del tifo per la Roma, per il San Lorenzo, dell’indulgenza plenaria per annullare la squalifica di De Rossi e dei Dieci Comandamenti. Con una raccomandazione: «Quando arrivate al settimo, “non rubare”, vedi se si può fare qualcosa riguardo a quella squadra, quella con le magliette a strisce bianche e nere…». Un viaggio lungo 132 pagine, in cui quando «è quasi il tramonto, il ponentino soffia, l’arancia rosseggia», capita anche di perdersi: «Un tassinaro che si smarrisce è come un idraulico col naso che cola», eppure il «tassinaro» Totti si perde tra le vie di casa sua, fino a ospitare sul taxi il Totti bambino che corre all’allenamento con il prozio, la tuta della Lodigiani e il pallone sotto braccio, riscoprendo quella passione che cullava il suo sogno di diventare un grande calciatore. Un sogno che oggi nutrono altri bambini. Parte dei proventi del libro saranno devoluti alla scuola calcio per bambini diversamente abili fondata dal capitano romanista.

Fonte: LA REPUBBLICA - PINCI

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