Rassegna Stampa

Totti: "Il regalo più bello? L’Europa League"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-09-2016 - Ore 08:49

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Totti:

IL TEMPO - SERAFINI - In una giornata passata ad accatastare regali ed emozioni, non poteva passare in secondo piano anche l’altra faccia della medaglia, quella del Francesco Totti calciatore, il capitano di una squadra costretta a ripartire dopo la preoccupante altalena di questo inizio stagione.

Il numero 10 lascia almeno per un momento i panni del festeggiato, per analizzare il momento della squadra, devastata dalla pesante debacle di Torino: “Eravamo sicuri di scendere in campo e vincere la partita – il commento ai microfoni di Roma TV – poi qualcosa è andato storto, non riuscendo ad applicare tutto quello che ci chiede il mister“. Un aspetto che Francesco è stato costretto a registrare troppe volte nella sua lunga carriera in giallorosso e che ora inevitabilmente si sta nuovamente materializzando: “Sta mancando la continuità di risultati, la voglia di far vedere che questa squadra è pronta per grandi traguardi. Credo un po’ per colpa nostra, un po’ per sfortuna, un po’ per piccoli episodi che non ci hanno permesso di ottenere quello che volevamo dall’inizio.Vi dico però che il gruppo ha la voglia di reagire e portare la squadra ai massimi livelli“.

Anche se per lui non sono applicabili limiti di tempo, la volontà di non alzare bandiera bianca deve per forza di cose trovare un appiglio negli obiettivi stagionali. Perché ancora nulla è perduto: “Ognuno può dire la sua e pensare ciò che vuole, un conto è aprile, un altro è settembre. A sei giornate dall’inizio tutto è aperto e qualche sconfitta e pareggio in più ci possono stare. Come ho detto prima, se troviamo la continuità di squadra siamo lì vicino alla Juve e al Napoli“. Anzi per completare l’opera ci si può anche spingere oltre: “I miei obiettivi personali sono stati sempre messi da parte rispetto a quelli della squadra, ma se proprio dovessi scegliere quale gol segnare quest’anno allora scelgo la finale di Europa League“.

Con un augurio, questa volta da parte sua, finale: “Mio figlio è innamorato del calcio, ma non è semplice portare questo nome sulle spalle, Ogni volta lo accostano a me e prendono come riferimento il padre. Questa cosa mi dà fastidio sinceramente perché so quello che può succedere“.

Fonte: Il Tempo - Serafini

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