Rassegna Stampa

Totti parla già da dirigente: «Uniti si vince»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-07-2016 - Ore 07:51

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Totti parla già da dirigente: «Uniti si vince»

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Anno numero 25, e chi se lo immaginava. Viste le premesse di primavera, Francesco Totti è qui a Pinzolo quasi per miracolo. Il contratto sì, poi no, poi forse, alla fine sì, quasi conseguenza delle sue magie di fine stagione. Gol, assist e l'accordo è fatto. Pinzolo, anno 2016, venticinquesima stagione con la maglia della Roma, Totti è all'ultimo viaggio.

LA SPINTA DI LUCIO - Ieri il primo allenamento a Pinzolo, Francesco però ha fatto solo palestra (risentimento al flessore coscia destra, rimediato venerdì a Trigoria), poi è stato trascinato/spintonato da Spalletti a firmare autografi, venti minuti di applausi, foto e penna in mano. Totti è sempre Totti. E Lucio si presta a fare da spalla. «Fin da bambino ho sempre sognato di vestire un'unica maglia, quella della Roma», le parole del numero 10 giallorosso a Roma Tv. Quaranta anni a settembre, è tempo di bilanci. «Ho vinto e nemmeno poco, come sostengono tanti. Spero di vincere ancora. Che anno sarà? Sarò a disposizione di Spalletti come sempre». Lucio non farà sconti, Francesco lo sa. «Spalletti lo conosco meglio rispetto agli altri allenatori. Con lui si lavora bene. Quando c'è rispetto è meglio per tutti». Lui con Strootman è uno degli osservati speciali di questo ritiro in Val Rendena. «Kevin è un rinforzo vero, un giocatore fondamentale perché è un leader in campo e fuori, un trascinatore». Dal bilancio della carriera quarantennale agli obiettivi della prossima stagione. «Scudetto, coppa Italia e Champions, noi ci siamo. Speriamo di ottenere il massimo ma davanti a noi abbiamo la Juve che è più forte e lo dimostra da cinque anni a questa parte. Spero che la società e l'allenatore riescano a diminuire il gap e ambire a un trofeo importante». A Pinzolo tanti giovani della Primavera: il consiglio firmato capitan Totti. «Portare rispetto ai giocatori più grandi. Sono cambiate le abitudini: prima un giovane chiedeva il permesso per entrare nello spogliatoio. Adesso non è più così, ma questi ragazzi hanno bisogno di ritornare a certi valori». Infine, il messaggio/appello ai tifosi. «Spero tornino allo stadio, perché non se ne può più. Se c'è bisogno di qualsiasi cosa potrei scendere in campo anche io per aiutarli e tornare come era una volta, tutti uniti per l'obiettivo».

Fonte: Il Messaggero - Angeloni

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